Non c’è pace per i passeggeri dello scalo di Milano Malpensa. Dopo il weekend di caos che ha visto la compagnia EasyJet cancellare ben tre voli diretti a Londra, Lisbona e Copenaghen, con Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile) già al lavoro per monitorare la situazione e fare luce sulle responsabilità, i disagi si sono ripetuti puntuali nella serata di mercoledì 1 luglio. L’effetto “roulette russa” dei voli estivi continua a colpire ignari viaggiatori, lasciati a terra senza preavviso e, spesso, senza alcuna spiegazione ufficiale.
A fare le spese di questo nuovo disservizio è stata, tra gli altri, una ragazza che si era recata a Magenta per far visita ai propri familiari. Il piano era semplice: rientrare a Lisbona con il volo previsto per mercoledì sera.
Tuttavia, una volta arrivata al Terminal 2 di Malpensa, la doccia fredda: il volo era stato cancellato. Nessuna mail, nessuna notifica preventiva, zero motivazioni fornite al banco informazioni. Risultato? Bagagli in mano e rientro forzato a Magenta, ospite della mamma, in attesa di poter tentare nuovamente l’imbarco nella serata di oggi, giovedì, con il volo delle 21:30. Una vera e propria odissea logistica ed emotiva.
Da più parti istituzionali e dalle associazioni dei consumatori arrivano rassicurazioni: si vigilerà con fermezza affinché le compagnie aeree applichino i regolamenti europei, garantendo i rimborsi dovuti e le compensazioni pecuniarie per il grave disagio subito. Su internet si trovano informazioni utili che parlano dei diritti del passeggeri: In caso di cancellazione con meno di 14 giorni di preavviso e in assenza di circostanze eccezionali, i viaggiatori hanno diritto a una compensazione che va dai 250 ai 600 euro, oltre al rimborso del biglietto o alla riprotezione su un nuovo volo.
Ma la certezza del rimborso economico non basta a placare l’ansia. Con l’estate ormai entrata nel vivo, cresce la preoccupazione tra le migliaia di viaggiatori che hanno già prenotato i biglietti per i prossimi giorni. Il timore di vedere la propria vacanza o il proprio rientro a casa andare in fumo all’ultimo secondo, magari direttamente al gate, è diventato un fantasma fin troppo reale per chi transita da Malpensa.
L’appello che si leva dai terminal è chiaro: servono trasparenza da parte dei vettori e interventi strutturali per evitare che la stagione calda del turismo si trasformi in un’estate fredda di diritti negati.











