È morto un signore che si chiama Gaetano Cinquerrui. Ha la carrozzeria Italia in strada per Boffalora e teneva cavalli. La sua passione, i cavalli. Poi il lavoro per sfangare, come si dice, da carrozziere. Era un uomo buono accomodante sulle lamiere, onestissimo per dire davvero; intransigente per i cavalli. E sapeva ridere, piacere umano quindi sociale che s’è perduto. Eppure Boccaccio ne fece pura arte. Ma sia.
Ci fu una stagione, sono trascorsi decenni, che ridemmo molto insieme. Ecco, Richard Pub, dirimpetto la scuola elementare Santa Caterina, ora della notte scollinante tra le due e le tre. Mese di luglio avanzato. Forse un giovedì o venerdì. Rivedo all’istante quella notte che, dopo una disputa tra uomo e cavallo in corsa, sapete quel dire che anestetizza l’angoscia della notte, Cinquerrui, per noi era Cinque, andò a casa e ritornò al Richard con un cavallo sul rimorchio da trasporto. E s’imbastì una corsa tra Cinque a cavallo e Mario Martino Bosetti, cronista, a piedi in piazza del mercato.
Io davo il via con un fazzoletto bianco, ero vicesindaco della città e in fondo c’era Luigi Masperi che cronografava così sfoggiava l’Ulisse Nardin da polso. Erano le tre del mattino o poco oltre. Per un attimo il silenzio della notte fu spezzato dal battito dei ferri eguale ai millenni passati. Un tempo che ritornava. Passò una pattuglia, si fermarono, scesero dal mezzo, sbalorditi. Increduli. Non ci posso credere dottore, mi disse il capo pattuglia, ma voi siete matti.
Si, se siamo matti a noi va benissimo, (incipit di uno strepitoso romanzo di Saul Bellow), ma fa niente. Dai palazzi immersi nel sonno s’accese qualche luce e sul bancone una signora in pigiama applaudì, applaudiva ringraziando, aveva la voce spezzata, che il suono degli zoccoli l’aveva svegliata e l’era sembrato di essere ancora bimba, al suo paese, da suo padre. Reincotrandola occasionalmente poi negli anni me ne ricordava con trasporto. Addio Gaetano Cinquerrui, sei stato un buon cristiano e non foss’altro che per questo aneddoto notturno, ora il Paradiso.
Condoglianze alla famiglia Sua.
di Emanuele Torreggiani

















