A Magenta non sta chiudendo soltanto un bar. Sta per spegnersi uno di quei luoghi che, senza fare rumore, hanno accompagnato la vita quotidiana di intere generazioni. Dopo 98 anni di attività, lo storico Bar Tabacchi “Cadinin” abbasserà definitivamente la saracinesca, lasciando dietro di sé quasi un secolo di storie, abitudini e volti familiari. Le origini del locale risalgono al 1928, quando Maria Oldani aprì una piccola attività in una Magenta molto diversa da quella di oggi. Via Espinasse era ancora una strada sterrata attraversata dai carri, e il paese viveva seguendo ritmi semplici, legati al lavoro e alla vita di quartiere.
Al suo fianco c’era il marito Giuseppe Bertoglio, dipendente comunale, conosciuto da tutti con il soprannome di “Cadinin”, un nomignolo nato dal suo lavoro e dalla corporatura minuta. Quel soprannome, con il tempo, diventò il nome stesso del bar e un simbolo riconoscibile per tutta la città. Negli anni il Cadinin ha saputo attraversare epoche e trasformazioni senza perdere la propria identità. Dopo circa vent’anni il locale si trasferì all’angolo tra via Marconi e via Espinasse, in un punto ricco di memoria storica per Magenta. Successivamente il testimone passò a Luigi Bertoglio, che continuò l’attività di famiglia mantenendo vivo quel legame costruito giorno dopo giorno con i clienti. Nel 1990 arrivò la terza generazione. Franco Bertoglio, insieme alla moglie Mariarosa Grittini, prese in mano il locale portandolo nella sede tra via Verdi e via De Gasperi. Per decenni hanno rappresentato una presenza costante per il quartiere: il caffè del mattino, le chiacchiere al bancone, i saluti quotidiani diventati parte della routine di tanti magentini.
Ora però quella lunga storia è arrivata al capolinea. Non ci sarà una nuova generazione pronta a continuare il percorso iniziato quasi un secolo fa. I tempi cambiano, le scelte di vita cambiano con loro, e sempre più spesso attività storiche come questa faticano a trovare continuità. La chiusura del Cadinin lascia qualcosa che va oltre la semplice fine di un esercizio commerciale. Se ne va un pezzo di memoria collettiva, uno di quei luoghi capaci di dare identità a una città attraverso piccoli gesti quotidiani. Per molti resterà il ricordo di un ambiente familiare, del profumo del caffè appena fatto nelle mattine d’inverno, delle conversazioni tra amici e delle abitudini che sembravano destinate a durare per sempre. Il nome del Cadinin uscirà dalle insegne della città, ma continuerà a vivere nei ricordi di chi ha varcato quella porta anche solo una volta. E insieme al locale resterà il segno lasciato dalla famiglia Bertoglio, che per 98 anni ha fatto del proprio lavoro un punto di riferimento silenzioso ma prezioso per Magenta.



















