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Le nuove sfide di Castellinaria (e del Festival di Cinema Giovane del Canton Ticino)

A cura di Monica Mazzei

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Ogni edizione e’ speciale per le emozioni che traiamo sia dai film, che da ogni piccolo grande episodio o particolarità anche degli artisti, che arricchiscono la settimana nella quale si svolge. Ogni centesimo conta!, e’ lo slogan della 39a.
Una conferenza pervasa non solo di cifre ma anche di tante rimembranze.

Sono intervenuti:
Flavia Marone, Presidente
Giancarlo Zappoli, Direttore artistico uscente
Erik Bernasconi, Direttore artistico entrante
Renato Bison, Municipale Dicastero Educazione, Cultura, Giovani e Socialità
Yanik aus der Beek, coordinatore
Tiziano Malandrini, Resp. Finanze
Mauro Marchesi, Resp. Finanze

Si è svolta mercoledì 17 giugno l’Assemblea generale dell’Associazione Castellinaria, Festival di Cinema Giovane, che idealmente conclude la 38a edizione e ne tira le somme finanziarie ed artistiche, con un compito in più: operare le necessarie modifiche statutarie.

Renato Bison membro di Comitato, presente anche come rappresentante del Municipio di Bellinzona, ha salutato tutti i presenti anche a nome del Sindaco Mario Branda, che si scusa per non essere potuto intervenire a causa di altri impegni ufficiali.

L’avvocata e notaia Flavia Marone, Presidente Castellinaria, ha dunque preso la parola, anche in qualità di Presidente del giorno.

“Ogni anno portiamo avanti il nostro sapere e la nostra esperienza, mettendola al servizio della nuova edizione che vogliamo costruire, cercando di portare sempre qualcosa di nuovo e di diverso ed è sempre un po’ un ripartire da zero.
Non sempre l’esperienza è sufficiente, e gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. Questi posso essere legati alle scelte dei film, imprevisti legati anche a vicissitudini personali di chi collabora e che non sempre si possono evitare.
Posso però dire che sono molto soddisfatta del risultato e dell’ambiente percepito durante la 38a edizione, nonché dei feedback ricevuti da più parti, sia collaboratori, volontari, come spettatori ed addetti in vari ruoli dell’industria cinematografica; in un ambiente senza stress, piacevole e molto easy.

Ho molto apprezzato le scelte artistiche di Giancarlo, non posso che essere felice della presenza sempre costante con sale piene in tutte le fasce orarie, anche se non sold out.
Inoltre sono state più frequentate che negli anni passati, le attività parallele, come gli Atelier, le conferenze dei professionisti del settore, e molto altro; favorendo un’attività collaterale variegata.

Non sono tuttavia mancati anche ostacoli di vario tipo, come i cambiamenti in corso edizione per un allestimento colorato ed accogliente già proposto alla logistica da Giacomo Bronzini, o nella comunicazione e coordinazione: a tal proposito, ringrazio Yanik, novità quale coordinatore, che quest’anno ha concluso il suo primo anno al servizio del festival.

Una serie di sfide che tutti hanno colto e preso di petto con il migliore dei risultati, inserendosi in una 38a edizione la cui parola chiave e’ stata ARMONIA, approntata come una missione nel trasmettere questo sentimento, tenendo a bada sul nascere i conflitti dove ve ne fosse bisogno; un sentimento importante visto che tutti noi nella vita di ogni giorno siamo confrontati con problemi e guerre personali di ogni genere.

E’ cambiato anche il segretariato con la figura di Annamaria Bernasconi affiancata all’inizio da Andrea Ripamonti.
Alla comunicazione e’ subentrata Claudia Mariangeloni.
Tutti questi cambiamenti si sono svolti mantenendo anche l’equilibrio finanziario.
Un equilibrio permesso dalla sinergia tra contributi delle Istituzioni, degli sponsor privati e delle quote sociali.
In questo aspetto, uno dei sostegni fondamentali è stato permesso dal lavoro di Tiziana Zaninelli, vice presidente, che ha contribuito in modo importante nella seduta in Gran Consiglio per rinnovare la convenzione cantonale per i prossimi 4 anni all’unanimità e ottenendo anche un aumento.
Il contributo della Città è aumentato anche grazie a Renato.
Tutto ciò contribuisce anche all’immagine di Castellinaria.
Non da ultimo, il fatto di poter restare al Mercato Coperto di Giubiasco, ci permette di restare a metà strada fornendo confort e maggiori motivi per raggiungerci a tutti gli orari, magari dopo una cena.”

Ha preso la parola Zappoli.

“Con 3 concorsi, 5 giurie, più il settore dei cortometraggi e la nuova giuria dei giovani detenuti alla Stampa, più la giuria extra dei professionisti dell’educazione all’immagine, più ancora una sezione dedicata ai piccolissimi La Piccola Rassegna, per i bambini di prima e seconda elementare ed in parte la Scuola Materna, ed infine la ormai decollata piattaforma dove in corso d’anno, le scuole che lo desiderano, possono trovare materiale anche didattico per i ragazzi. Tutto ciò da’ l’idea di un festival particolare e se andaste a mappare tutti festival per cinema giovane, vedreste che ben pochi in Europa hanno così tanti obiettivi, perché sul preserale è serale noi parliamo alle generazioni, ed in un certo senso crediamo un dialogo sia con i giovani che con i genitori. Sullo schermo da noi trovano tutti quegli argomenti dei quali non è facile dialogare. Offriamo uno spunto. Questo indica la necessità anche di una finestra ristretta: noi non siamo un festival generalista. Possiamo parlare anche di horror o marziani, ma dobbiamo in ogni caso avere dentro un ‘perché’ nei confronti del pubblico di riferimento, che sia giovane o adulto che si occupa di giovani.

Questo si è visto anche nell’ultimo anno nel quale abbiamo avuto un ospite come Piero Pelu’, che all’apparenza non c’entra con noi. Invece c’entra prima di tutto perché viene dal rock, e non a caso è stato uno degli esponenti di punta dell’ultimo concerto del Primo Maggio. Poi ha dato un messaggio di resilienza che vale per i giovani, perché si è trovato confrontato con un problema come il muro della perdita d’udito, lui che è musicista. Abbiamo poi chiuso l’edizione con Maurizio Nichetti, forse non proprio un regista per giovani ma, con il suo film sosteneva giovani. In mezzo a tutto ciò, tutti i vincoli ai quali siamo soggetti per ottenere i finanziamenti: la precedenza da dare ad alcune nazionalità su altre, c’è quello della quota femminile da includere, ma solo inteso come registe donne… Se un regista uomo ha realizzato un bellissimo film sul femminile anche meglio di una donna, purtroppo non è ritenuto valido per la statistica.

Creare armonia tra tutti questi ostacoli e’ stato complesso eppure siamo riusciti a conferire anche alla 38a una cifra stilistica precisa. Abbiamo avuto temi impegnati come il
Documentario sulle fogne di Bucarest e dei bambini che vi si trovavano, di Massimiliano Frassi, perché siamo sempre calati nella realtà non solo nell’immaginazione.

Facendo un po’ di cronistoria, io subentrai all’11a edizione e sostituivo Domenico Lucchini. Era il momento della transizione del nome, che sarebbe diventato quello attuale da Film Festival Ragazzi. Era anche l’anno in cui Berna aveva tolto contributo. Eppure il risultato fu ottimo con i mezzi che avemmo.
Fu Mariotti ad avere l’intuizione di cambiargli nome legandolo ai castelli e sfatando il mito che fosse un festival per “bambini”.
La cosa bella fu che a livello idiomatico andava bene per molti Paesi, ad esempio anche per la Spagna, si presta al concetto del fantasticare, creando un bel gioco di parole con i nostri castelli.

Ho visto 4 presidenti Lazzarotto, Martignoni, Buscaglia e Marone. Tutti mi avevano lasciato carta libera.
Come io cambia tante cose, anche chi mi succederà offrirà l’impronta della propria personalità.
L’autonomia ha portato alla creazione di novità come il Concorso Young. I cortometraggi prima non c’erano. Come può un festival giovane non premiare i registi esordienti?

L’attività continua con Cinema & Gioventù, la giuria giovane di Castellinaria per il Locarno Film Festival.
Rimane poi un forte legame con la Svizzera e con Locarno.
Ma i miei ricordi con la Svizzera riguardano moltissimo anche il ricordo di un congiunto che questo Paese ha salvato dalle minacce Fasciste, per esempio. Impossibile non provare a tutt’oggi una grande gratitudine che mi rende felice quest’anno, di tifare Svizzera senza nessun ‘rimorso’ e lo dico affettuosamente.
Ma mi lego al discorso calcistico anche per un altro motivo: il calcio spesso non è solo competizione, ma anche riscatto. Lo vedemmo in passato in un film come quello dei Fratelli Dardenne di 4 anni fa. Loro si occupano di temi sociali e molto realistici. Il mattino dopo la proiezione, c’era la prima partita della Svizzera. La guardammo qui in uno spazio apposito.
La sera proiettammo proprio un film spagnolo che raccontava il focus sul calcio non solo come sport.
Ricevetti un appunto dalla Giuria lato femminile di Fuori le Mura, di essere poco coerente poiché la sera prima avevo presentato i Dardenne che si occupano di diritti umani, e la sera dopo un film su una partita giocata in un Paese dove questi diritti non sono certo prioritari.
Risposi chiaramente che se lo avessero visto, avrebbero saputo che il focus non era il gioco.
Comunque le ringraziai per avermi citato il calcio, perché proprio i Dardenne mi chiesero i risultati del Belgio, mentre salivamo sul palco! E questo la dice tutta di come il calcio conti ancora anche come gioco…

Questo ci fa capire come Castellinaria coniughi impegno e rigore con la leggerezza”.

Zappoli ha poi ricevuto un dono di commiato a nome del Comitato.

E’ giunto quindi il momento per Erik Bernasconi di presentarsi ufficialmente e lo ha fatto sorridente ed in modo breve, diretto e conciso.

“Non ritengo di avere ancora qualcosa da dire visto che devo ancora iniziare. Io potrei fare il rapporto sulla coordinazione della Giuria Young ma non è questo il momento. Sono però tre mesi che partecipo all’ingranaggio del festival per cominciare a carpirne i funzionamenti. E credo di aver capito cosa devo fare! Siamo al lavoro come del resto il festival lo è tutto l’anno e soprattutto guardiamo film. Non sarà semplice raccogliere il testimone. Per ora non ho da annunciare rivoluzioni ma porterò la mia impronta sicuramente. Sono pronto a fare del mio meglio!”.

Tiziano Malandrini è colui che ha condotto a conclusione la riunione fra associati, giornalisti e addetti ai lavori, delucidando i presenti su le cifre che riporterò in modo basilare, anche a nome del collega Marchesi.
Di principio, va precisato chela revisione dei conti ha confermato l’adesione ai criteri legali, della gestione contabile del festival in tutti i suoi aspetti finanziari ed economici.

I risultati economici principali si possono quindi riassumere prima di tutto con la chiusura per l’edizione passata al 28 febbraio 2026, in PAREGGIO.

Queste le cifre:

Ricavi d’esercizio
610’800’000.-

Preventivo provvisorio 2026-2027
Consuntivo 1’291′.89

Ricavi straordinari
21’765.70

Ricavi da Enti Pubblici e Sponsor
503’710.30

Ricavi da Confederazione Preventivo
90’000.00

Ricavi da Cantone Preventivo
245’500.00

Ricavi Fondazioni Preventivo
6’500.00

Quote sociali Preventivo
4’500.00

Accantonamenti
72’959.53

Liquidita’
99’257.26

Monica Mazzei
Freelance culturale per
TicinoNotizie.it

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