La Lombardia è la prima Regione ad
approvare una legge che disciplina l’insediamento dei data
center sul territorio. Dal Consiglio regionale è arrivato il via
libera con i voti del centrodestra. Contrarie le opposizioni,
con due consiglieri Pd che si sono astenuti e altri due che non
hanno partecipato al voto.
La Lombardia ospita quasi la metà delle strutture presenti in
Italia, 67 dati center nel 2024 su 168. “Con questa legge
Regione Lombardia si dota di una cornice chiara e moderna per
governare lo sviluppo dei data center” ha sottolineato il
relatore Jonathan Lobati (Forza Italia).
Le due novità principali riguardano la possibilità data ai
Comuni di accedere al meccanismo delle compensazioni ambientali
nel caso l’operatore intenda realizzare un data center in
un’area industriale dismessa e una timeline di un anno (e non
più solo 6 mesi) per adeguare i propri strumenti urbanistici
alle nuove disposizioni di legge, all’interno di un sistema che
prevede incentivi premiali al posto di quelli sanzionatori.
“Questa legge nasce da un approccio costruttivo e da un ampio
confronto: oggi può fare da apripista a livello nazionale ed
essere lo strumento per evitare ogni forma di commissariamento”
ha commentato l’assessore regionale agli Enti locali con delega
alle Risorse energetiche Massimo Sertori. “Dopo l’approvazione
nel 2024 delle prime linee guida italiane rivolte ai Comuni,
oggi interveniamo con una legge che punta a garantire omogeneità
urbanistica, maggiore certezza amministrativa e procedure
autorizzative più efficienti, senza rinunciare alla tutela del
territorio” ha aggiunto l’assessore a Territorio e Sistemi Verdi
Gianluca Comazzi.















