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“Botteghe”, torna viva in un libro la Magenta che è stata

Con le sue “Storie popolane di Magenta”, Tiziana Motelli riapre le porte delle antiche botteghe di famiglia. E in una gremita sala consiliare riecheggia il dialetto magentino.

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Non solo Battaglia. La storia di Magenta è ricca di luoghi, persone, famiglie, che ogni giorno nelle diverse botteghe segnavano e caratterizzavano lo scandire quotidiano delle vie. Sono giorni dimenticati di dimenticati mestieri, ma a far tornare alla mente di tanti questi luoghi del cuore – e a farli conoscere ai più – ci ha pensato Tiziana Motelli con il suo libro “Botteghe”, Artecetra edizioni. Sono una serie di racconti, dialoghi, immagini, che portano indietro nel tempo per riascoltare anche quel dialetto lombardo che a volte si mischia ad altri dialetti per narrare momenti di vita quotidiana.

La presentazione in Sala Consiliare è stata arricchita dalla musica dell’Ensamble Rosso Magenta con diversi intermezzi e da letture espressive sui campi, i quartieri, le chiese, le vie, le botteghe, i prodotti. “Rivivono così profumi antichi, artigianali, che si espandono in un tempo che non c’è più, mentre qualche dialogo, qualche accento, qualche parola si sente ancora”, ha commentato l’editore Ignazio che è molto legato alle persone e da anni “porta avanti un progetto sulle tradizioni popolari, una grande opera che è una produzione di nicchia”, ha sottolineato il giornalista Alberto Malini.

Dopo i racconti per i bambini Tiziana Motelli torna con questi racconti per ricordare la Magenta che ha vissuto da piccola, ridà vita a cosa aveva trovato lei la cui famiglie si era trasferita al Nord per motivi di lavoro alla metà degli anni ’60, ma di base c’è anche una ricerca durata anni e il libro, ha tenuto a precisarlo lei stessa, “è stato realizzato anche con il contributo di diversi ma gentili ricordi”.

“Ricordare il clima delle botteghe e dei mercati che avevo vissuto, le feste, le processioni, tutti momenti che erano importanti per stare insieme. E’ un omaggio alla Magenta che mi ha accolto e di cui ho seguito le diverse trasformazioni a a mia volta ho trasformato quindi questi ricordi in narrazioni e favole antiche”.

Buona lettura

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