Il fatto è accaduto in zona Bocconi, la ragazza abusata è stata messa in salvo da una coppia di fidanzati. L’accusato aveva già precedenti
MILANO – Un 29enne marocchino e’ stato sottoposto a fermo per la violenza sessuale ai danni di una studentessa universitaria di 20 anni in zona Bocconi a Milano. L’episodio risale alla notte tra il 5 e il 6 febbraio scorso quando il 29enne avrebbe approcciato e costretto a subire un rapporto sessuale la vittima. La violenza e’ stata interrotta da una coppia di fidanzati di 30 anni che stavano rincasando insospettiti dalla situazione. Il presunto autore e’ stato rintracciato in citta’ lo scorso 16 marzo dai carabinieri della compagnia Duomo, coordinati dall’aggiunto Letizia Mannella e Rosaria Stagnaro.
Il 29enne – stando al racconto della vittima – si sarebbe avvicinato a lei mentre quest’ultima aspettava da sola alle 3 di notte il tram alla fermata di viale Bligny. Con la scusa di fumarsi una sigaretta insieme l’avrebbe convinta ad allontanarsi dalla pensilina e seguirlo in posto piu’ appartato. Una volta arrivati in via Rontgen approfittando della poca illuminazione e dello stato alterato della ventenne l’avrebbe spinta su un cofano di un’auto abbandonata e abusata.
Solo l’intervento della coppia di fidanzati l’ha fatto desistere e lo ha messo in fuga. Per individuarlo gli investigatori dell’Arma, diretti dal capitano Gabriele Lombardo, sono partiti dalla geolocalizzazione del cellulare della vittima smarrito durante l’aggressione sessuale, accertata anche dai medici della clinica Mangiagalli. Poche ore dopo aver ricevuto la denuncia i militari hanno organizzato un servizio di controllo dove e’ stato intercettato lo smartphone tra la Darsena e il quartiere Ticinese identificando una serie di uomini che potevano corrispondere alla descrizione fornita dalla vittima e dai due testimoni. Tra questi e’ stato identificato anche il 29enne che pero’ era stato lasciato andare per l’assenza dei necessari elementi indiziari per procedere nei suoi confronti.
Elementi raccolti invece nelle settimane successive con la comunicazione della sezione investigazioni scientifiche dell’Arma di una corrispondenza dell’impronta palmare con quella del 29enne, fotosegnalato a Milano nell’ottobre 2021, e il successivo riconoscimento fotografico della ragazza e dei testimoni. Il presunto autore e’ stato quindi rintracciato una volta scattato il fermo in un’area verde vicino a un palazzo in via Giorgio Savoia dove dormiva in un solaio-dormitorio. Il provvedimento emesso dalla procura e’ stato convalidato dal gip.

