Schiamazzi fino alle ore piccole, risposte sfacciate, fumo di grigliate clandestine che penetra nelle camere da letto e l’impossibilità di chiudere occhio per mesi. È un ritratto di quotidiana esasperazione quello dipinto da una residente di via Sanzio a Magenta, che ha deciso di rompere il silenzio, chiedendo di rimanere anonima, per dare voce a un disagio condiviso da gran parte dei vicini di casa. Al centro della protesta c’è il parchetto del quartiere, trasformatosi nel tempo da spazio di aggregazione e verde pubblico a punto di ritrovo notturno privo di regole.
“Da mesi, praticamente ogni notte, il parco diventa luogo di adunata per gruppi di ragazzi fino a tarda ora”, racconta la cittadina. “Schiamazzi, urla e rumori rendono ormai molto difficile riposare per chi abita nelle immediate vicinanze. Quando, esasperata, provo ad affacciarmi chiedendo di abbassare la voce e di rispettare chi vive qui, capita anche di ricevere risposte poco educate”.
Alle serate rumorose si aggiunge poi un uso del tutto improprio dell’area verde. In diverse occasioni, spiegano dai palazzi adiacenti, sono state organizzate vere e proprie grigliate all’interno del parco: “Il fumo e l’odore arrivano fino dentro le abitazioni, costringendoci a tenere le finestre sbarrate anche nelle serate più calde”.
Non si tratta di una protesta contro i giovani in quanto tali, ci tengono a precisare i residenti, né del tentativo di privare il quartiere di un luogo di ritrovo pubblico. La richiesta è molto più semplice e riguarda il rispetto elementare della convivenza civile e della quiete pubblica.
Le segnalazioni e le chiamate alle forze dell’ordine si sono susseguite con regolarità nel corso degli ultimi mesi, ma la situazione continua a ripresentarsi puntualmente ogni sera. Per questo motivo, il vicinato chiede ora un intervento decisivo e strutturale da parte delle autorità competenti.
Due sono le richieste concrete sul tavolo. La chiusura serale e notturna dei cancelli del parchetto, per impedirne l’accesso nelle ore destinate al riposo e un incremento dei controlli e dei pattugliamenti.
La palla passa ora alle istituzioni cittadine, a cui i residenti chiedono di passare dalle segnalazioni ai fatti per restituire decoro al quartiere e garantire a tutti il diritto alla quiete domestica.












