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Caro Marco, così non va: non si gioca sulle paure dei cittadini

In politica spesso vincono i 'rapaci', ma a tutto c'è un limite

Ma quali purghe! per Enzo Tenti Vittuone è una scelta di cuore

In queste ore sui social gira l'ennesima 'panzana' targata in modo officioso PD Magenta. Per carità nulla di scandaloso, lo abbiamo già scritto. La...

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La musica inquietante quasi da profondo rosso, la narrazione dell’ecomostro in un paesaggio quasi post nucleare tipo Mad Max, se Marco Ballarini con il suo ultimo video sui social voleva fare terrorismo attorno al progetto del Data Center di Magenta certamente c’è riuscito.

Però, a volte il troppo stroppia e non è un caso come scriviamo già in un altro articolo che sono piovute molte critiche a livello istituzionale. “Sindaco della “Rete” lei è un terrorista seriale…” così ha commentato Massimo Peri da Magenta, già impegnato in politica al fianco di Luca Del Gobbo tra i banchi del Consiglio comunale.

Ma qui caro Marco (mi permetto di darti del tu vista la lunga conoscenza), non è questione di essere pro o contro il DATA CENTER. Io personalmente apprezzo il tuo modo di comunicare spesso diretto, a volte anche assai spregiudicato. Però a tutto c’è un limite. Perché poi si rischia di finire nel procurato allarme.

Personalmente come mi è piaciuta la tua comunicazione pulita, efficace con cui sei uscito per la prima volta sulla questione DATA CENTER – un minuto preciso di video – in cui hai esposto la tua posizione dando anche un’indicazione importante al territorio: la programmazione che ci deve essere rispetto ad un argomento che diversamente rischia di essere una sorta di Far West.

Così come ho trovato utile la tua uscita molto (giustamente) “incazzata” con Due Reti rispetto ai troppi blackout che il territorio del Magentino sta subendo, però, ieri sera, lasciatelo dire, sei andato davvero fuori giri….

Perché sovrapporre i disagi che il territorio patisce per la questione dei blackout per il sovraccarico elettrico, ai numeri certamente ad effetto sul DATA CENTER – che certamente non mi metto qua a confutare – che di sicuro vanno dritti alla pancia dei cittadini?

Ma alla fine per che cosa? Per creare sommosse? Per incitare i cittadini ad andare all’assalto di Palazzo Formenti come ai tempi della Rivoluzione Francese?

Perché vedi dentro a tutto questo “giocare” sui sentimenti della paura delle persone, le tue affermazioni – assolutamente di buon senso, tengo a precisarlo – ‘Sono favorevole ai DATA CENTER, non possiamo farne uno più piccolo?’ finiscono per passare largamente in secondo piano. A livello comunicativo passano quasi inosservate. All’ascoltatore resta impresso ben altro…

So che bene il tuo obiettivo alla fine è sempre quello che anima la tua “filosofia” – e finora hai sempre avuto ragione tu – ossia “nel bene o nel male, conta che se ne parli….”.

Però ogni tanto pensiamo anche all’Etica di chi amministra. I social li sai usare indubbiamente alla grande – diversamente non saresti popolare quasi come la Meloni o Salvini – però tu mi insegni che ogni strumento può essere usato bene e altre volte può avere delle ricadute assai negative sui destinatari del messaggio.

La comunicazione senza filtri è positiva, quando fai il castigamatti fissando la telecamera e avvisi quell’incivile che ha lasciato un materasso al confine tra Magenta e Corbetta che non la passerà liscia (SACROSANTO), però, consentimi, su temi sensibili e complessi come il DATA CENTER, magari un po’ più di pacatezza e riflessione non guasterebbero.

Perché poi alla fine quando si sobillano le folle, le cose non sono mai andate troppo bene

Con l’amicizia di sempre

Fabrizio Valenti

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