“Città Metropolitana conferma l’esclusione dai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza di tre linee su cinque delle ciclabili Biciplan Cambio. Una chiara dimostrazione di come Palazzo Isimbardi abbia scelto erroneamente di legare l’opera ai cospicui ma stringenti finanziamenti del PNRR”.
Lo dichiara in una nota il consigliere metropolitano della Lega, Christian Colombo.
“I dettagli emersi durante l’informativa del sindaco Beppe Sala, tenutasi durante il Consiglio Metropolitano di ieri, 24 giugno, confermano che la rimodulazione dell’utilizzo dei fondi europei prevede che Città Metropolitana o il Governo debbano farsi carico di finanziare queste opere. Si tratta di una scelta obbligata, dettata dall’incapacità di terminare i lavori entro la scadenza di fine giugno 2026.
Tra le tratte che hanno perso il treno del PNRR spiccano la Linea 15, che collega Milano a Legnano passando per Rho, Pogliano Milanese, Nerviano e Parabiago, la Linea 12, pensata per unire Milano ad Abbiategrasso, e la Linea 5, che si sviluppa nell’est della Città Metropolitana.
“Un fallimento annunciato – commenta Colombo – per un progetto che la Lega ha sempre monitorato da vicino sin da gennaio 2025, mentre veniva presentato in pompa magna come la svolta green del territorio. Sulle tempistiche critiche dell’opera, più volte segnalate, pesa inoltre la scelta politica del Sindaco Metropolitano Sala di sostituire il consigliere delegato a queste infrastrutture. Questo avvicendamento ha inevitabilmente rallentato l’iter dei lavori, ingessando una cantierizzazione già in affanno che non poteva permettersi ulteriori stop o cambi di rotta.
La perdita dei finanziamenti per le linee 5, 12 e 15 e per gli altri lotti è il simbolo di una transizione ecologica ideologica”, conclude Colombo.
Mentre i cittadini e i pendolari si trovano a fare i conti con cantieri interminabili, Città Metropolitana rischia di perdere risorse milionarie a causa di una gestione rivelatasi fallimentare. Ora che il denaro dovrà essere stanziato da Palazzo Isimbardi o dal Governo, occorre rivedere le tratte previste affinché penalizzino il meno possibile i commercianti, gli abitanti dei comuni interessati e i conti dell’ente metropolitano.












