Via libera alla Commissione sul progetto del Data Center, con un organismo a carattere consultivo e non come in origine proposto dalle opposizioni di centrosinistra. Questo l’epilogo dell’attesa seduta di Consiglio comunale di questa sera, mercoledì 24 giugno.
Dopo la pausa di cui abbiamo parlato nel pezzo precedente, i lavori del Consiglio comunale sono ripartiti alle 22.19. Enzo Salvaggio (Pd) è intervenuto dicendo che “a nostro avviso l’Amministrazione ha condiviso questa scelta e presentato un assegno alla città. Di fronte a un tema così grande e impattante forse sarebbe valsa la pena di partire con un percorso partecipativo, ora lo fate perché una parte di città si è mossa. Magenta è interessata al futuro, proprio e del progetto.
Ci aspettavamo che le preoccupazioni su clima, area e salute l’Amministrazione chiedesse maggiore controllo. Questa sera abbiamo solo 7 minuti per esprimerci, ma noi crediamo sia utile indire un’assemblea pubblica. Lo dovete alla città”, ha concluso.
Fabrizio Ispano (FI) ha detto che “vorrei chiedere io ad Enzo Salvaggio se si ricorda cosa ha approvato lui nel 2017. Lo Statuto comunale vale per tutti, non solo per alcuni, però vorrei andare oltre. In questi giorni leggendo quanto sta emergendo siamo tacciati di arroganza: il sindaco Del Gobbo è accusato a sproposito, io sono un libero professionista presente a Magenta da molti anni. Anche io ho 3 figli e parlo spesso con loro, e mi chiedono cosa accade e cosa stiamo cercando di fare. Questo percorso è iniziato nel 2021, e noi come consiglieri eletti siamo in rapporto costante coi cittadini. I toni della discussione mi paiono sopra le righe, non mi esprimo mai al di fuori di norme e regolamenti. Concordo col Sindaco e dico che siamo disponibili a condividere”.
Il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Simone Gelli è intervenuto dicendo che “riecheggiano molte parole sull’assessorato che ho l’onore di guidare, ossia l’Urbanistica. Ci sarà il tempo delle osservazioni, abbiamo già attivato percorsi di consultazione, chiamato i professionisti attivi in città. Non ho e non abbiamo niente da nascondere, nessuno di noi ha mai negato alcunché alle minoranze. Anche io abito a Magenta, di fronte alla Vetropack.
Gli attacchi personali sono stati pesanti e privi di giustificazioni. La VIA nazionale è un elemento troppo importante per essere sopravvalutato: con la presenza di tutti gli enti coinvolti stanno passando al microscopio ogni aspetto progettuale presentato dalla società Namira. Tutti dubbi saranno sciolti dal parere che sarà emesso. La VIA potrebbe dire che il progetto è valido oppure chiedere ulteriori prescrizioni ed azioni riparatrici. Ad esprimere un parere sarà chi è titolato a farlo sulla base di solide e rigide competenze, anticorpi che lavorano per noi al fine di ottenere il migliore dei progetti possibili. Ritengo ottima l’idea di varare la Commissione richiesta, così da assumerci tutti le proprie responsabilità. Chiudo dicendo che c’è chi dice NO al Data Center e chi invece ci propone delle modifiche senza essere contrario. Non abbiamo niente da nascondere e non abbiamo nascosto nulla, voglio essere molto diretto nel dirlo. E soprattutto NON siamo degli zerbini. La Città di Magenta ha la fortuna e la certezza di avere degli uffici integerrimi, lo dico di fronte a tutto”, ha concluso il Vicesindaco. Nel corso del dibattito il Vicesindaco Gelli ha ammonito dal “non diffondere notizie allarmistiche o persino terroristiche, associando Magenta alla terribile tragedia di Viareggio. Una vergogna”.
Valentina Campana (Progetto Magenta) ha aggiunto che “la nostra proposta non nasce da una posizione ideologica. Abbiamo posto questioni condivise dai cittadini che hanno avanzato degli interrogativi: la Commissione potrà monitorare l’andamento del progetto e del suo iter. La nostra è una posizione di cautela e di fiducia nei confronti delle istituzioni”.
Matteo Di Gregorio (Pd) ha sottolineato come “manca la rassicurazione per i cittadini rispetto a quanto è accaduto e sta accadendo. In questa sala sta emergendo che alle persone interessava essere ascoltare, e non sventolare l’assegno da 13 milioni. Qui non si parla di colore politico, bensì di partecipazione. Sono state le opposizioni ad aprire questo dibattito. Il nostro lavoro è vigilare e controllare”, ha concluso.
Per Marco Maltagliati (Fdi) “non entro nel merito tecnico, vedo solo da parte di alcuni la volontà di strumentalizzare. Progetto Magenta ha assunto una posizione difforme rispetto a quella del Pd; poi vedo consiglieri regionali di centrosinistra contrari al Data Center di Magenta.. e favorevoli a quello di Siziano. Evitiamo però di allarmare inutilmente le persone. Il gruppo è assolutamente a favore della Commissione”.
Silvia Minardi ha replicato a Gelli sui video citati dicendo che “non ci sarebbero stati se non avessimo dovuto chiedere di inserire un punto specifico all’Odg di un Consiglio comunale; se fosse stata fatta un’azione preventiva di presentazione del progetto alla città. Ma strumenti e modi per incontrare le persone ci sono”.
Il sindaco Del Gobbo è intervenuto nuovamente ribadendo che “ci sono azioni a cui è difficile replicare: famosi tik toker diffondono parole infondate sul tema specifico. E’ in corso una disinformazione, magari per interesse elettorale e politico. In questo senso la VIA assume la forma di garanzia”.
Maurizio Baroni (Lega) si è avviato alla sintesi finale, “la maggioranza ha esaminato il documento: chiediamo di stralciare il primo punto (che chiede una consultazione popolare), così come anche il secondo che attiene a rapporti tra Comune e proprietà. Proponiamo una commissione a carattere consultivo sul piano ex Novaceta, che dopo un opportuno percorso produca un report finale”.
L’emendamento è stato sottoposto a votazione: contraria Silvia Minardi, “il percorso di consultazione pubblica viene cancellato. La proposta è una sorta di diminutio rispetto all’originale”. Di Gregorio (Pd) ha manifestato anch’esso la contrarierà del suo gruppo, “vi siete chiusi nel palazzo”.
L’emendamento è stato prima approvato coi voti della maggioranza, a seguire il voto definitivo sul punto rimodulato: sì alla Commissione col consenso del centrodestra, la Commissione sarà quindi insediata così come ridisegnata dal centrodestra.
I lavori si sono chiusi attorno a mezzanotte.











