“La rinuncia definitiva di Sorgenia al progetto del maxi impianto fotovoltaico ‘Ranteghetta’ rappresenta una grande vittoria del territorio, delle amministrazioni locali, dei cittadini e del buonsenso. È la dimostrazione che quando le istituzioni ascoltano le comunità locali e agiscono con determinazione, i risultati arrivano.”
Lo dichiara il senatore della Lega Massimo Garavaglia, commentando la richiesta di archiviazione del procedimento autorizzativo presentata da Sorgenia al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
“Alla fine di aprile dello scorso anno fui il primo a sollevare pubblicamente il caso. Appena venni a conoscenza del progetto, lo definii senza esitazioni un autentico ecomostro: oltre 107 mila pannelli fotovoltaici distribuiti su circa 140 ettari di terreno agricolo, nel cuore del PLIS del Roccolo, tra Santo Stefano Ticino, Marcallo con Casone e Ossona. Per rendermi conto personalmente della portata dell’intervento salii in bicicletta e raggiunsi l’area interessata. Mi trovai davanti uno degli ultimi grandi polmoni verdi della cintura metropolitana milanese e capii immediatamente che un’opera di quelle dimensioni avrebbe rappresentato una ferita profonda e irreversibile per il territorio.”
“Fin dall’inizio – prosegue Garavaglia – ho sempre sostenuto che questa non dovesse essere una battaglia politica, ma una battaglia del territorio. E così è stato. Attorno a questa causa si sono unite amministrazioni comunali di diverso orientamento, cittadini, comitati spontanei, associazioni ambientaliste come Legambiente e migliaia di persone che hanno sostenuto la petizione online. Tutti hanno compreso che quel progetto era semplicemente sbagliato: sproporzionato, incompatibile con il contesto e localizzato nel posto sbagliato.”
Il senatore ricorda inoltre di aver portato immediatamente la questione all’attenzione del Governo.
“Da parte mia ho interessato fin da subito i Ministeri competenti, a partire dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, evidenziando l’assoluta irragionevolezza del progetto. Parallelamente, Regione Lombardia ha svolto un lavoro fondamentale, culminato con l’approvazione della legge sulle aree idonee agli impianti da fonti rinnovabili, che ha introdotto il limite massimo del 3% della superficie agricola utilizzata destinabile agli impianti FER. Una scelta di equilibrio che ha di fatto reso incompatibili interventi come quello di Ranteghetta.”
Secondo Garavaglia, la vicenda rappresenta un modello per il futuro.
“La transizione energetica è una sfida che condividiamo e che va perseguita con convinzione. Ma non può tradursi nel sacrificio indiscriminato di terreni agricoli di pregio o nella compromissione di aree di grande valore ambientale. Le energie rinnovabili devono svilupparsi privilegiando tetti, aree industriali dismesse e superfici già urbanizzate, non consumando nuovo suolo.”
“In questa vicenda – conclude Garavaglia – celebriamo la vittoria delle comunità locali e di un’idea di sviluppo davvero sostenibile. Personalmente provo una particolare soddisfazione, perché sono convinto che, se non avessimo acceso immediatamente i riflettori su questo progetto, oggi probabilmente i lavori sarebbero già iniziati. È questo il compito della buona politica: prevenire gli errori, ascoltare i territori e difendere l’interesse generale prima che sia troppo tardi.”













