HomePoliticaAvalon Lealtà Azione dopo il Pride: "Tutt* inclusi....tranne Legnano"

Avalon Lealtà Azione dopo il Pride: “Tutt* inclusi….tranne Legnano”

“Per settimane gli organizzatori del Pride ci hanno spiegato che il Guerriero rappresentava il loro profondo legame con Legnano. Si sono definiti «anche e soprattutto legnanesi» e hanno assicurato di sentirsi parte della comunità, della sua storia e del suo presente. Il sindaco Radice ha aggiunto: «Legnano è di tutti».

Poi è arrivato il giorno del Pride e, alla prima verifica concreta, tutta questa legnanesità è evaporata.

Sotto il Guerriero, Francesco Funaro ha risposto a chi ricordava che quel monumento rappresenta anche chi è caduto per la libertà. Ha pronunciato i nomi di Harvey Milk, Martin Luther King, Marsha P. Johnson, Emily Davison, Hande Kader, Matthew Shepard, Rosa Parks e Michela Murgia. Otto nomi dal loro pantheon politico e culturale. Nessun legnanese.

A poche centinaia di metri, in Largo Medaglie d’Oro, una targa ricorda invece Aurelio Robino, Carlo Borsani, Raoul Achilli e Mauro Venegoni: quattro storie diversissime, persino contrapposte, appartenenti alla storia di Legnano. Quattro nomi ignorati.

Sono stati loro a scegliere otto nomi e a non trovarne neppure uno nella città della quale, fino al giorno prima, dichiaravano di incarnare la storia e il presente.

Ecco allora il piccolo capolavoro: persi nella propria piccola Internazionale, hanno dimenticato persino Mauro Venegoni, uno dei santini più venerati dalla stessa area politica. Noi non abbiamo bisogno di appropriarci di Venegoni né di fingere improvvise devozioni. Ci limitiamo a osservare il loro autogol.

Il risultato è limpido: il Guerriero è servito per il manifesto, l’inno per lo slogan, Legnano per il titolo e la storia cittadina per nulla.

Volevano dimostrare che Legnano appartiene a tutti e sono riusciti a rappresentarla senza ricordare un solo legnanese. Volevano impartire una lezione sulla memoria e hanno dimenticato perfino i propri simboli. Volevano includere il mondo intero e hanno lasciato fuori i quattro nomi incisi sulla targa dietro l’angolo.

«Legnano deve essere la casa di tuttə». Certamente. Purché i legnanesi restino fuori dalla porta.

AVALON – LEALTÀ AZIONE LEGNANO

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