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Hydra, il processo resta a Milano: esclusi Abbiategrasso e Busto Arsizio come parti civili. Vince Francesco Catania

Superate le questioni preliminari, il maxi-processo sulla presunta alleanza tra Cosa Nostra, ’Ndrangheta e Camorra entra nel merito delle accuse formulate dalla Dda di Milano.

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Il Processo Hydra, la maxi-inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano sul presunto “sistema mafioso lombardo”, la super-struttura nata dall’alleanza tra Cosa Nostra, ’Ndrangheta e Camorra, non si sposterà. Respinta la richiesta delle difese di trasferire gli atti per competenza territoriale a Busto Arsizio. Il processo rimane nel capoluogo meneghino, dove l’impianto accusatorio della Procura ha retto la prima fondamentale prova di forza logistica e giudiziaria. Al centro dell’inchiesta resta la ricostruzione di quello che gli inquirenti definiscono il “primo summit mafioso” della joint-venture criminale, monitorato passo dopo passo da Procura e Carabinieri a Inveruno, presso i tavoli del ristorante Sardinia.

Se sul fronte della competenza territoriale la Procura incassa una vittoria, l’udienza odierna ha registrato un clamoroso colpo di scena sul fronte delle parti civili: il Comune di Abbiategrasso è stato ufficialmente escluso dal processo. Così come è stato escluso anche il comune di Busto Arsizio. Il Tribunale ha accolto l’eccezione sollevata dall’avvocato Francesco Catania, legale della difesa (nonché consigliere comunale della stessa Abbiategrasso), che nella sua memoria difensiva aveva lanciato una dura sfida formale alla legittimità dell’istanza presentata dal Comune.

Secondo la linea tracciata dall’avvocato Catania, l’istanza di costituzione di parte civile del Comune presentava evidenti vizi di forma, legati in primo luogo alla tardività dell’atto e all’indeterminatezza delle contestazioni specifiche. La tesi difensiva ha fatto leva sul fatto che la giunta e l’amministrazione comunale fossero a conoscenza delle dinamiche processuali e dei termini temporali da tempo, rendendo ingiustificabile il ritardo con cui l’ente locale aveva formalizzato la propria richiesta in udienza.

L’avvocato Catania ha annunciato che segnalerà la giunta abbiatense alla Corte dei Conti per danno erariale. “Benchè avvisati che erano, ormai, scaduti i termini per la costituzione di parte civile hanno proceduto, comunque, a dare un incarico ad un legale”, afferma.

Nonostante la Procura avesse difeso la legittimità della partecipazione del Comune e la stessa amministrazione avesse rivendicato la volontà politica di “contribuire all’accertamento della verità”, i giudici milanesi hanno ritenuto fondata l’eccezione tecnica della difesa, estromettendo formalmente Abbiategrasso dal dibattimento. Una decisione che congela un caso che nei mesi scorsi aveva già sollevato un aspro dibattito politico locale sul presunto “corto circuito” tra il ruolo pubblico e le dinamiche difensive dei legali della zona.

Superato lo scoglio delle questioni preliminari sulla competenza territoriale e sulle parti civili, il Processo Hydra entra ora nella sua fase viva. Con la conferma di Milano come sede del giudizio ordinario, l’attenzione si sposta integralmente sul merito dei reati contestati, partendo proprio dalle intercettazioni e dai riscontri investigativi nati attorno a quel tavolo del ristorante di Inveruno.
Inoltre c’è da aggiungere che per domani verranno presentati tre ulteriori verbali di pentimento da parte di Francesco Belusci e di William Cerbo, che si vanno ad aggiungere a quelli già presentati.

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