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Maturità, ecco i temi (tratti anche da Mario Calabresi): tra gli studenti anche il grande Pupo

Un testo di Brancati ed un discorso di Giuseppe Saragat

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Alle 8:30 in punto sono iniziati gli esami di
MATURITÀ per i 527.747 studenti impegnati con la prima prova
scritta di italiano. Dopo il tormentone del tototracce e l’attesa
per i possibili titoli, sono state esplicitate le sette tracce,
comuni a tutta Italia e a tutti gli indirizzi di studio, divise in
tre diverse tipologie: due di analisi del testo (uno poetico e
l’altro in prosa), tre tracce di testo argomentativo e due temi di
attualità.

Cesare Pavese con il componimento lirico “Passerò per
piazza di Spagna”, Vitaliano Brancati con il testo intitolato “I
piaceri”, l’assemblea costituente analizzata attraverso il
discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat, Piero
Bianucci con l’opera “Te lo dico con parole tue. La scienza di
scrivere per farsi capire”, il tema delle frontiere affrontato
tramite il saggio di Frank Furedi, “I confini contano. Perché
l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere”, una
riflessione sul concetto di “incanto”, prendendo le mosse
dall’articolo “Funziona a meraviglia” di Wenke Husmann, un focus
sul concetto di “fatica”, guidato dalle pagine di Mario Calabresi
tratte dal libro “Alzarsi all’alba”.

C’E’ ANCHE PUPO

“Un po’ di preoccupazione, sono più emozionato di quando vado a fare concerti in tutto il mondo”. Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, torna tra i banchi di scuola per il diploma. L’istituto è il Liceo delle Scienze umane Minerva a Roma e l’emozione è la stessa dei tanti ragazzi che come lui oggi sosterranno l’esame.

“Ieri sera ho studiato D’Annunzio, Pirandello, ho ripassato la globalizzazione”, aggiunge parlando in fila per entrare nell’istituto, aggiugendo che la sua canzone per la notte prima degli esami è “Su di noi nemmeno una nuvola”. Anche Pupo, come tanti confessa di aver avuto un suo rito scaramantico. “Mi sono messo, diciamo, gli stessi slip che avevo quando ho fatto gli esami preliminari, li ho lavati (ride ndr). A parte gli scherzi sono qui perché è un’idea che avevo, mio padre ci teneva molto, voleva che diventassi un avvocato, da ragazzo ho smesso di studiare perché ho perso il primo anno di ragioneria perché ero innamorato già di una persona. Poi sono andato allo scientifico e ne ho fatti due, sempre per inseguire una ragazza”.

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