Entra nel vivo lo scontro legale e politico attorno al processo “Hydra”. L’avvocato Francesco Catania, difensore dell’imputato Diego Cislaghi, ha depositato una durissima memoria difensiva per chiedere l’immediata esclusione del Comune di Abbiategrasso dal dibattimento. Secondo il legale, la costituzione di parte civile deliberata dalla giunta comunale è illegittima, tardiva e priva di fondamento giuridico.
Il caso assume una forte rilevanza pubblica poiché l’avvocato Catania riveste anche la carica di consigliere comunale ad Abbiategrasso. Proprio su questo doppio ruolo era intervenuta la pubblico ministero della DDA, Alessandra Cerreti, sollevando profili di “inopportunità” e ventilando possibili rilievi penali, dato che l’ente di cui Catania fa parte ha scelto di schierarsi contro il suo assistito.
Nella memoria, la difesa articola i motivi tecnici per cui il Tribunale di Milano dovrebbe respingere l’ingresso del Comune nel processo. Anzitutto l’assenza di danni diretti e di reati-fine. L’avvocato Catania sottolinea che ad Abbiategrasso non è stato consumato alcun “reato-fine” (i reati specifici commessi nell’ambito dell’associazione) e che l’ente non è indicato come persona offesa nei capi di imputazione. La semplice appartenenza geografica a un’area d’indagine o un generico “interesse alla legalità” non bastano per chiedere i danni. Secondo, l’esclusione dalle indagini preliminari. Né la Procura né il GIP hanno mai individuato il Comune come parte lesa durante gli anni di indagine. La notifica del decreto di citazione è arrivata solo a udienza preliminare già conclusa.
Infine la scadenza dei termini (Tardività) .Il codice di procedura penale prevede finestre temporali rigide e tassative per costituirsi parte civile. Per la difesa, far entrare l’ente adesso violerebbe le regole sulla parità delle parti, traducendosi in una “rimessione in termini” (un recupero del tempo perduto) che la legge non consente per questi scenari. “La parte civile non è una figura di rappresentanza morale o politica della collettività. L’azione civile serve a risarcire un danno concreto, che qui manca. Altrimenti la presenza del Comune diventa una scelta meramente simbolica.” La seconda parte del documento risponde direttamente alle contestazioni del PM Alessandra Cerreti sul presunto conflitto di interessi di Catania. La replica del legale è netta e si sviluppa su linee di separazione tra diritto e politica. Eventuali incompatibilità o conflitti di interesse dei consiglieri comunali sono regolati dal TUEL (Testo Unico degli Enti Locali) e si applicano alle delibere interne al Comune.
Il Tribunale penale deve solo valutare se il Comune abbia diritto al risarcimento, non la posizione istituzionale dell’avvocato. Il difensore ricorda che in uno Stato di diritto l’avvocato non coincide mai con il suo assistito e le tesi sostenute non possono essere strumentalizzate politicamente o usate come fonte di responsabilità personale. In merito ai richiami della Procura su una possibile rilevanza penale della condotta del difensore-consigliere, Catania bolla l’uscita del PM come un’affermazione “apodittica e priva di supporto normativo”, non essendo stata indicata alcuna norma di legge che sarebbe stata violata. Il documento si chiude con la richiesta formale al Tribunale di dichiarare l’inammissibilità del Comune di Abbiategrasso. La palla passa ora ai giudici, chiamati a sciogliere un nodo tecnico che rischia di lasciare fuori dall’aula l’amministrazione locale.












