Un forte messaggio di fratellanza, dialogo e speranza è risuonato questo pomeriggio nella suggestiva cornice del parco di Casa Giacobbe a Magenta. In un momento storico segnato da profonde tensioni internazionali, le diverse comunità religiose presenti sul territorio si sono ritrovate fianco a fianco per un momento di preghiera interreligiosa comune, dimostrando che la diversità di fede può e deve essere un terreno fertile per l’incontro e la pace.
L’incontro ha visto la partecipazione e il coinvolgimento profondo dei rappresentanti delle principali fedi attive nella città. Per la comunità cattolica era presente il parroco, don Federico Papini, che ha sottolineato l’importanza del camminare insieme e della cura reciproca come membri di un’unica comunità cittadina e umana.
Accanto a lui, il mondo cristiano orientale è stato rappresentato da padre Ioan per la comunità ortodossa e da padre Michele per quella copta. Entrambi hanno arricchito il momento di raccoglimento con riflessioni profonde, evidenziando come i valori spirituali della tolleranza e della vicinanza al prossimo siano universali.
Particolarmente significativa e calorosa è stata la presenza della comunità musulmana locale, rappresentata tra gli altri da Munib e Ayub. Nei loro interventi hanno espresso gratitudine per l’opportunità di condividere un momento così intimo e solenne, ribadendo il rifiuto di ogni forma di violenza in nome della religione e invocando la pace universale attraverso letture e preghiere.
All’evento non è voluto mancare il sindaco di Magenta, Luca Del Gobbo, il quale ha preso la parola per portare il saluto di tutta l’Amministrazione comunale. Nel suo discorso, il primo cittadino ha espresso grande orgoglio per l’iniziativa, definendo Magenta come una città storicamente aperta, accogliente e capace di fare del dialogo interculturale e interreligioso un punto di forza. Del Gobbo ha ringraziato sentitamente tutti i leader religiosi presenti, evidenziando come la collaborazione tra le istituzioni civili e le diverse anime spirituali del territorio sia fondamentale per costruire una comunità coesa, sicura e solidale.
L’appuntamento a Casa Giacobbe si è concluso in un clima di grande serenità e condivisione, tra strette di mano e sguardi di intesa. Un piccolo ma potentissimo esempio di come le barriere possano essere superate attraverso l’ascolto reciproco, lasciando ai numerosi cittadini presenti un profondo senso di speranza per il futuro.
Alla fine, a tutti i presenti, è stato donato un rametto d’ulivo con un nastrino bianco preparati dai bambini che stanno frequentando l’oratorio estivo.
















