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Tassa Bau & Miao. Anche il gruppo “Uniti per San Giorgio” contro la “boutade” del Sindaco Ruggeri

"Pensavamo di aver visto abbastanza con la vicenda del nuovo asilo nido comunale di Piazza Mazzini e invece no.... Amministrare è una cosa seria qui siamo alla caricatura"

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Come gruppo politico vogliamo ribadire con chiarezza che non condividiamo in alcun modo la proposta avanzata dal Sindaco Ruggeri di chiedere un contributo volontario ai proprietari di cani e gatti. Riteniamo che si tratti di un’iniziativa sbagliata nel merito e nel metodo, che non affronta concretamente le esigenze delle famiglie e che rischia soltanto di alimentare polemiche e divisioni. Proprio per questo riteniamo doveroso esprimere pubblicamente il nostro dissenso rispetto a una proposta che non rappresenta la nostra idea di amministrazione e di sostegno alla comunità.

Per mesi abbiamo evidenziato criticità, chiesto chiarimenti e contestato una scelta amministrativa che comporterà per il Comune un aggravio di circa 80.000 euro all’anno, per un servizio che rappresentava una fonte di entrate per il comune. Una decisione che merita molte risposte che non sono mai arrivate.
Oggi però scopriamo che la nuova proposta del Sindaco Ruggeri per sostenere le famiglie sarebbe un contributo volontario di 20 euro richiesto ai proprietari di cani e gatti.
Una proposta che lo stesso Sindaco ha definito provocatoria.
Da questo punto di vista bisogna riconoscere che l’obiettivo è stato pienamente raggiunto: San Giorgio su Legnano è finita sulle cronache nazionali.

Resta invece difficile comprendere quale risultato concreto dovrebbe produrre questa iniziativa.
Sul territorio comunale risultano registrati circa 850 cani. Anche ipotizzando che tutti i proprietari aderiscano all’iniziativa, si raccoglierebbero circa 17.000 euro all’anno. Una cifra che rappresenta meno di un quarto dei maggiori costi per il nuovo asilo nido e che coprirebbe poco più di due mesi di tale spesa.
Da una parte si sostiene che servano nuove risorse per aiutare le famiglie. Dall’altra si assumono decisioni che aumentano in modo significativo i costi a carico del bilancio comunale.
Ancora più sorprendente è che questa richiesta arrivi da un’Amministrazione che ha già portato l’addizionale comunale IRPEF al livello massimo consentito dalla legge.
La domanda che molti si pongono è semplice: se le tasse sono già al massimo, perché servono altri soldi?
I cittadini senza figli contribuiscono già oggi al finanziamento dei servizi per l’infanzia, delle scuole e del welfare comunale. Lo fanno indipendentemente dal fatto che abbiano figli, cani, gatti o nessuno dei due.
Ed è giusto così. È il principio alla base di qualsiasi servizio pubblico: tutti contribuiscono al bene della comunità, anche quando non usufruiscono direttamente di un determinato servizio.
Per questo troviamo singolare che proprio chi amministra il Comune sembri dimenticare questo principio.

Troviamo inoltre curioso che oggi si faccia appello ai sacrifici economici dei cittadini quando in passato non sono mancate scelte che hanno comportato costi rilevanti per la collettività. L’ex sindaco Cecchin, espressione della stessa area politica, ha beneficiato per anni di contributi pensionistici a carico delle casse comunali, mentre l’amministrazione portava la pressione fiscale locale ai livelli massimi consentiti dalla normativa.
La differenza è che allora il conto veniva pagato da tutti. Oggi si vorrebbe far credere che basti presentarlo ai proprietari di animali domestici.
Prima di impartire giudizi sulle scelte di vita dei cittadini o di suggerire nuove forme di contribuzione volontaria, sarebbe forse opportuno concentrarsi sulle priorità delle famiglie e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

Nel frattempo San Giorgio su Legnano continua a far parlare di sé sui giornali e TV nazionali per una proposta che ha suscitato ironie, polemiche e perplessità in tutta Italia.
Eppure i problemi veri non mancano.
Le famiglie hanno bisogno di amministratori capaci di affrontare con serietà le sfide del territorio. Hanno bisogno di programmazione, visione e scelte sostenibili. Non di provocazioni.

A questo punto attendiamo con interesse i prossimi provvedimenti: magari il contributo dei possessori di pesci rossi per la manutenzione delle scuole e quello dei proprietari di tartarughe per la viabilità.
Può sembrare una battuta.
Ma è esattamente questo il problema.
Quando una proposta del Sindaco diventa indistinguibile da una caricatura, significa che si è perso il senso della misura.

Riteniamo che il Sindaco abbia arrecato un evidente danno d’immagine a San Giorgio su Legnano.
Quando un amministratore perde la capacità di rappresentare adeguatamente la propria comunità e finisce al centro di vicende che mettono in imbarazzo il paese, dovrebbe avere l’onestà politica di trarne le conseguenze.
Questa vicenda rappresenta l’ennesima dimostrazione di una maggioranza arrivata al capolinea, ormai stanca, senza visione e incapace di affrontare con serietà le questioni che riguardano il futuro della nostra comunità.
Crediamo che San Giorgio meriti un’Amministrazione capace di parlare dei problemi reali dei cittadini, di gestire con responsabilità le risorse pubbliche e di rappresentare il paese con serietà e competenza, senza trasformarlo in un caso mediatico nazionale Perché amministrare un Comune è una cosa seria.

Samuele Trevisan, Adriano Solbiati
Uniti per San Giorgio

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