Decideranno il 18 giugno i giudici
dell’ottava sezione penale di Milano sulle questioni
preliminari, tra cui quelle di competenza territoriale poste
dalle difese, e su due nuove richieste di costituzione di parti
civili nel processo milanese con rito ordinario a carico di 45
imputati nel maxi procedimento “Hydra” sulla presunta alleanza
tra esponenti delle tre mafie in Lombardia.
Ieri, nella terza udienza sempre nell’aula bunker di piazza
Filangieri, sono intervenuti i pm Alessandra Cerreti e Rosario
Ferracane e i legali delle parti civili sulle questioni
preliminari sollevate dalle difese e sulle richieste di
esclusione delle costituzioni. L’avvocato Paolo Tosoni, legale
del Comune di Abbiategrasso (Milano) che ha chiesto di entrare
come parte civile, ha ribadito le ragioni della costituzione.
Così come i legali del Comune di Busto Arsizio (Varese).
Il Tribunale si è riservato la decisione su tutte le
questioni e ha rinviato a giugno. Parti civili nel processo la
Regione Lombardia, il Comune di Milano, la Città metropolitana
di Milano, il Comune di Varese, Wikimafia, Libera, il Comune di
Legnano e la Rai. Tra gli imputati Gioacchino Amico, presunto
vertice del “sistema mafioso lombardo” per conto della camorra
del clan romano dei Senese, e che è anche tra i cinque pentiti
del procedimento, che in primo grado in abbreviato ha già
portato a più di 60 condanne.














