Ad Andrea Sempio sono contestate anche le aggravanti dei futili e abbietti motivi e della crudelta’ nel nuovo capo di imputazione per l’omicidio di Chiara Poggi
contenuto nell’invito a rendere interrogatorio in procura a
Pavia per il prossimo 6 maggio. Le due aggravanti, qualora
riconosciute in un eventuale processo, possono portare a una
condanna all’ergastolo.
Si può intuire che il motivo dell’interrogatorio chiesto dai
pm, guidati da Fabio Napoleone, risieda nella necessità, prima
di tirare le somme, di ottenere chiarimenti su una serie di temi
di indagine oggetto di consulenze depositate di recente. Come
quella medico legale che ha spostato in avanti l’ora del delitto
e l’altra sulla ormai nota impronta palmare “33” repertata sul
muro delle scale che portano in cantina dove venne trovato il
cadavere di Chiara: i pubblici ministeri l’attribuiscono al
38enne, mentre tecnici della difesa e dei Poggi hanno raggiunto
conclusioni ben diverse.
E poi gli esiti dell’analisi sulla
macchie di sangue trovate sulla scena del crimine che avrebbero
portato a ipotizzare un’aggressione in più fasi, con la vittima
che si sarebbe difesa. Non si sa quali altri elementi, semmai ci
siano, oltre a quelli emersi in oltre un anno di accertamenti,
possano essere contestati a Sempio. E’ ritenuto il colpevole
soprattutto in base al risultato del Dna estrapolato dalle
unghie di due dita della ragazza: la perizia firmata da Denise
Albani, la genetista che ha coordinato, con i dattiloscopisti
Domenico Marchigiani e Giovanni Di Censo, l’incidente probatorio
ha parlato di compatibilità con i componenti della linea paterna
della sua famiglia. Compatibilità in un caso valutata
“moderatamente forte” e nell’altro “moderata” ma che, oltre a
non essere contrassegnata da una certezza scientifica granitica,
non offre una conferma schiacciante all’ipotesi della Procura di
Pavia.
L’invito a rendere l’esame con la modifica dell’incolpazione
prelude anche all’invio della marea di carte del fascicolo alla
pg di Milano Francesca Nanni e all’avvocata generale Lucilla
Tontodonati, a loro preannunciato da Napoleone in un incontro
che si è tenuto venerdì scorso. “Non sarà uno studio né veloce
né facile” ma un’analisi attenta, anche per valutare “se
chiedere ulteriori atti”, aveva detto cinque giorni fa Francesca
Nanni. Facendo capire che ci vorrà qualche mese e poi si
deciderà “se eventualmente proporre una richiesta di revisione”.














