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La truffa della finta cella telefonica cresce in Ticino. Attenzione anche a Varese

Nel 2025 in Canton Ticino si è registrata una lieve diminuzione dei reati legati alla criminalità digitale (-8%). In particolare, dopo l’incremento del 34% rilevato nel 2024, si è osservata una riduzione delle cybertruffe (-16%)

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Nel 2025 in Canton Ticino si è registrata una lieve diminuzione dei reati legati alla criminalità digitale (-8%). In particolare, dopo l’incremento del 34% rilevato nel 2024, si è osservata una riduzione delle cybertruffe (-16%).

Le indagini si sono concentrate in particolare su fenomeni consolidati negli ultimi anni, come le truffe di tipo Business Email Compromise, gli attacchi ransomware e i furti di criptovalute. Ma emerge un nuovo fenomeno itinerante, messo in atto da criminali che sono spesso in movimento. La truffa si chiama Sms blaster: anche dalla parte italiana del confine, nel Varesotto, l’attenzione deve essere quindi massima.

Truffa in movimento
Nell’ultimo trimestre dell’anno la Sezione analisi tracce informatiche (Sati) ha affrontato infatti il fenomeno Sms blaster. Questo dispositivo, simile per dimensioni a un computer, ha un funzionamento simile a una cella di telefonia mobile. Generalmente collocato all’interno di autoveicoli, genera un segnale con portata compresa tra 500 e 1.000 metri. In questo modo si identifica agli smartphone presenti nell’area come la cella di telefonia mobile più performante a cui collegarsi.

Una volta stabilita la connessione, il telefono riceve automaticamente un messaggio di phishing, apparentemente inviato dalla Polizia o da servizi di spedizione, che invita l’utente a cliccare su un link per saldare una contravvenzione o pagare spese generate dalla spedizione. In realtà il collegamento è finalizzato alla sottrazione di dati personali. Le segnalazioni ricevute dagli utenti, dai provider di telefonia e dai partner della Confederazione, in alcune circostanze, hanno permesso l’adozione di misure volte a bloccare i cybercriminali, che spesso sono solo in transito sul territorio ticinese. In un paio di casi gli autori sono stati intercettati dalle Polizie oltre Gottardo.

I dati
Per quanto riguarda più nel complesso i dati dello scorso anno la Sati ha portato avanti 41 incarti, effettuato 86 perquisizioni per altri servizi, eseguito 1.336 analisi informatico-forensi, elaborato 50 analisi criminali operative e collaborato durante 43 ricerche d’emergenza. Gli inquirenti della Sati hanno inoltre fornito supporto tecnico ad altri servizi della Polizia cantonale in 101 occasioni, contribuendo a tracciare i flussi di criptovalute, identificare le tracce digitali e, quando necessario, procedere con richieste ai provider esteri e agli Exchange, conformemente alla Convenzione sulla cybersicurezza.

Le indagini per identificare gli autori si confermano complesse, poiché spesso operano dall’estero e utilizzano sistemi per mantenere l’anonimato. I reati legati alla criminalità digitale sono diminuiti dell’8% rispetto all’anno scorso. In particolare, dopo l’aumento del 34% nel 2024, le cybertruffe sono calate del 16%. In questo ambito, alcuni fenomeni comunque già circoscritti negli anni precedenti, hanno mostrato una contrazione: tra questi i negozi online fraudolenti (da 9 a 1 caso), le romance scam (da 13 a 2) e le truffe legate ai piccoli annunci, nella casistica “merce venduta non consegnata” (da 11 a 3).

I fenomeni più diffusi

La maggior parte delle attività investigative della Sati si è concentrata sui fenomeni del ransomware, con 9 inchieste aperte, delle truffe di tipo Business Email Compromise, con 8 inchieste e dei furti di criptovalute (8 inchieste). In totale hanno comportato un danno economico effettivo superiore a 5 milioni di franchi.
Il tempestivo intervento degli inquirenti in casi segnalati ha permesso invece di bloccare e recuperare versamenti per un totale di circa 40 milioni di franchi e 47mila dollari.

Sempre nell’ambito delle attività investigative la Sati ha cooperato in 23 occasioni con autorità estere nell’ambito della Convenzione sulla cyibercriminalità per la conservazione di dati presenti su server di società ticinesi e ha evaso 5 richieste di assistenza giudiziaria internazionale.

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