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Libri. Due chiacchiere con la scrittrice Tiziana Viganò

Laureata in Lettere Moderne, ha lavorato per Garzanti, si è occupata di psicologia e medicina naturale. Una donna dagli interessi poliedrici. L'intervista di Luciana Benotto

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Tiziana, ho letto che sei laureata in Lettere Moderne, che hai lavorato per Garzanti, che ti sei occupata di psicologia e medicina naturale, che hai fatto volontariato, insomma, sei una donna dagli interessi poliedrici, tanto che ad un certo punto hai iniziato a fare la scrittrice, e hai pubblicato “Come le donne” per PMedizioni; “Sinfonia nera in quattro tempi” con Youcanprint; e per Macchione Editore “L’onda lunga del Titanic”, “Noi e il Sessantotto”, “Viaggi di nuvole e terra”, per Golem “Quando il delitto è arte” e per Leucotea “Ombre e misteri tra i boschi” che è l’ultimo nato.
A questo punto le domande sono d’obbligo se vogliamo scoprire di più su di te.

Ti chiedo quindi quando hai sentito l’esigenza di scrivere e cosa significa per te farlo.

Mi è sempre piaciuto scrivere e durante le scuole medie avevo inventato come passatempo la stesura di libretti piccoli piccoli, fatti coi fogli di quaderno piegati. Storie di donne, del passato o del presente, personaggi letterari o storici, illustrati con figurine femminili stilizzate. Piacevano a tutti, le mie amiche se li contendevano. Dopo aver lavorato come redattrice e iconografa alla Garzanti e aver conseguito specializzazioni in psicologia, mi sono occupata anche di volontariato: non è strano che abbia scritto il primo libro di racconti con storie vere di donne che dopo molte difficoltà riescono a uscire vittoriose. Un destino!

Come ti nasce l’idea per una storia?
Le idee mi vengono sempre dalla realtà, poi aggiungo una dose di fantasia: prima di tutto devo avere in mente qualcosa da narrare, che abbia un significato da poter offrire al lettore. Poi decido quale dev’essere il carattere e la personalità che voglio descrivere nel protagonista, poi attorno a queste idee creo una trama.
Trovo i miei personaggi soprattutto nella vita quotidiana e nei miei ricordi, poi gli do una veste psicologica esauriente, li faccio muovere sul palcoscenico della mia immaginazione, li inserisco in un ambiente adatto. La costruzione di un libro, come sai bene, richiede molte fasi, dalla struttura ai personaggi, dalla scelta del linguaggio e dello stile, all’ambiente… un lavoro complesso cui segue una lunga revisione, attenta e pignolissima, molto più lunga della stesura.

Quali sono le principali tematiche dei tuoi romanzi?
Mi sono sempre interessata ai problemi sociali e ho fatto volontariato per associazioni e ong: la violenza contro le donne e in generale tematiche femminili o problemi della povertà e delle migrazioni sono argomenti che conosco bene, anche perché ho viaggiato tanto. Li ho studiati e anche vissuti, parlando, in quelle associazioni, con tante donne vittime e vivendo per molti mesi in luoghi dove le guerre o il colonialismo hanno creato condizioni sociali estreme. I racconti veri di “Come le donne” e “Viaggi di nuvole e terra”, un diario di esperienze in Sud Sudan, Repubblica Dominicana e in due splendide isole greche riportano queste esperienze forti e formative, pur alternandole ai lati positivi, alla bellezza della natura, alle persone incredibili che ho incontrato. La realtà ha sempre molte facce, luminose e oscure.

Perché ad un certo punto hai scelto il genere giallo?
Nella vita ho letto tantissimo e di tutto: ma il giallo e il noir, oltre ad essere il genere letterario che preferisco mi danno la possibilità di usare le mie conoscenze di psicologia e quindi ho trovato il modo di trattare problemi psico-sociali per intrattenere, come fanno ormai quasi tutti i giallisti. È per questo che diventano così interessanti e il pubblico li premia. “Sinfonia nera in quattro tempi” e “Quando il delitto è arte” hanno questi temi. Inoltre il giallo richiede logica, perché ogni dettaglio deve tornare, e fantasia, perché tutto deve essere inventato: lo trovo molto soddisfacente e stimolante. Ma niente paura, ho scritto anche un romanzo storico che parla d’amore “L’onda lunga del Titanic” e anche diversi racconti molto sereni. L’ultimo giallo “Ombre e misteri nei boschi – delitti in Valganna”, per esempio, è un giallo classico con diverse pagine divertenti e un ambiente stupendo, nonostante i tre omicidi.

Per i personaggi prendi spunto da fatti di cronaca o altro?
La cronaca la lascio agli specialisti di true crime. I miei personaggi sono sempre inventati, mai reali, anche se lo spunto può venire soprattutto dalla vita quotidiana o per caso. Per esempio Rosanna, la protagonista del mio ultimo libro “Ombre e misteri tra i boschi – delitti in Valganna” è nata da un incontro durante una gita sul lago di Ghirla. Ho visto una signora anziana che portava al guinzaglio due cagnolini meticci e spingeva un passeggino da bambino con sopra un cagnetto disabile: incuriosita mi sono fermata, abbiamo chiacchierato pochi minuti e voilà! ecco il mio personaggio. Uno dei miei carabinieri è nato dopo una denuncia fatta in una caserma! Oltre queste immagini è tutta fantasia. Di solito descrivo ambienti che conosco benissimo, come Milano dove ho passato metà della vita, Legnano dove abito ora, la Valganna, un luogo del cuore dove passavo le mie estati da bambina e continuo a frequentare per gite veloci, dato che è vicino a casa mia.

Hai un’agente letterario che ti segue?
Per alcuni eventi mi arrangio da sola, ma per altri ho un aiuto eccezionale da Patrizia Gallini di Ardeche Comunicazioni, ufficio stampa.

Cosa ne pensi dei premi letterari?
È divertente partecipare a qualcuno che ha un titolo accattivante, ho mandato sempre ogni libro a uno o due concorsi: devo dire che tutti hanno conseguito un premio o sono arrivati nella finalissima. Evidentemente hanno meritato. Ma non faccio conto sui premi famosi, perché credo che siano tutti pilotati.

Il mercato dei libri in Italia nel 2025 ha registrato una perdita del 3% nella vendita rispetto all’anno precedente, pari quindi a 3 milioni di testi in meno, calo che si era già cominciato a registrare nel 2024. Quali sono, secondo te, le cause di questo disamore degli italiani verso la lettura e quali le eventuali soluzioni, se ne hai.

Per me è una cosa inconcepibile: in tutta la vita ho sempre avuto un libro per le mani e da quando sono in pensione leggo per diverse ore al giorno su cartacei, ebook e perfino sul cellulare. Mangio pane e libri! Penso che i social, gli smartphone, i videogiochi abbiano sottratto il tempo alla lettura e mi spiace molto, soprattutto per i giovani che non hanno la possibilità di espandere la loro cultura, dai classici ai contemporanei. Soluzioni? Non ne vedo proprio.

Se i lettori volessero seguirti dove possono trovarti?

I miei siti:

https://labussolamagazine.blogspot.com
https://tizianavigano.wixsite.com/tizianavigano
https://ilgustoeilgiusto.blogspot.com/
https://www.facebook.com/tiziana.vigano.9/
https://www.instagram.com/tizianaviganoscrittrice/

Ora non resta altro da fare a chi ci ha letto, di sfogliare i tuoi romanzi ed entrare nelle tue storie, e intanto, è doveroso un grazie per il tempo che ci hai dedicato.

A cura di Luciana Benotto

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