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Boffalora sopra Ticino, Andrea Ranzini vuole candidarsi Sindaco: “Il paese è fermo, serve una svolta”

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Ad oltre un anno dalle elezioni spunta un nome a Boffalora sopra Ticino. Andrea Ranzini intende sfidare Sabina Doniselli che ha già manifestato la sua intenzione di ricandidarsi. Classe 1975 Ranzini è uno che fa politica da quando era un ragazzino entrando nella Democrazia Cristiana e seguendo le orme del padre.

BOFFALORA SOPRA TICINO – “Oggi Boffalora è ferma, non c’è sviluppo urbanistico – afferma – L’ultimo piano di lottizzazione risale al 2009 con il Sindaco Anna Maria Garavaglia. Per fare un esempio io sono dovuto andare a vivere a Mesero per mancanza di case a Boffalora, ma mi sento sempre boffalorese”. Cattolico, catechista per diversi anni, Ranzini ha sempre avuto come faro illuminante il vecchio sindaco boffalorese Umberto Re. Un vero personaggio animato dall’amore per il suo paese e considerato ancor oggi un punto di riferimento. Iscritto alle giovanili della DC nel 1990, successivamente passò al Partito Popolare. Ha seguito la campagna elettorale al Parlamento nel 1994. “Umberto non passò, ma fu un’esperienza bellissima e coinvolgente”, ricorda. Nel 1995 entrò nel direttivo del Partito Popolare e seguì le elezioni che portarono alla vittoria di Umberto Re come sindaco di Boffalora. Per poi diventare segretario del partito fino al 2009 quando Sindaco era Anna Maria Garavaglia.

“La voglia di mettermi in gioco è tanta – conferma – La lista che vorrei creare è di centro, voglio sentirmi completamente libero e svincolato dai giochi di partito. E non accetterò mai soldi, questa è una cosa che imparai da bambino. Sono tante le cose sulle quali avrei voluto dire la mia in questi anni. Dalla variante che porterà trentamila veicoli a Boffalora tutti i giorni. Opera che è sempre stata considerata compensativa della superstrada senza pensare ai danni che provocherà al nostro paese. Ben venga la Vetropack, ma ricordiamoci che è privata e non del Comune. E poi ancora Villa Giulini. Avrebbe dovuto comprarla il Comune, a cifre così basse sarebbe stata un’operazione fattibile”.

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