MILANO “Le conseguenze della violenza sessuale si ripercuoteranno ancora a lungo sulla vita futura della persona offesa e sulla capacita’ di interagire serenamente con esponenti del sesso maschile”.
Lo scrive la gup di Milano Giuseppina Barbara nelle motivazioni della sentenza con cui, nel dicembre scorso, ha condannato a 5 anni in abbreviato Oscar Abelardo Santiago Cortes, 32enne di origine salvadoregna fermato nel novembre 2020 con l’accusa di avere violentato la figlia di suo cugino, di 19 anni, minacciandola di morte se si fosse ribellata.
Secondo la giudice, “si e’ trattato di una brutale aggressione compiuta in danno di una giovane donna” e “perpetrata da un parente” in modo “subdolo”. Nel provvedimento si legge anche che gli atti compiuti dall’imputato, “per le loro brutali modalita’ esecutive, hanno fortemente inciso sulla liberta’ sessuale della persona offesa, tanto piu’ in considerazione del fatto che la violenza e’ avvenuta in ambito familiare da parte di un cugino nell’abitazione in cui si trovava addormentato lo stesso padre della vittima”. Inoltre si legge che la 19enne avrebbe subito “gravi danni in termini di sofferenza fisica, psichica e morale” che si sono gia’ “chiaramente manifestati dallo stato di choc colto dalla polizia giudiziaria intervenuta in suo soccorso e nelle condizioni emotive rilevate dal personale sanitario che l’ha visitata” in ospedale. La giudice non ha ritenuto di concedere a Cortes le attenuanti generiche nella massima estensione in quanto l’imputato “non ha dato segni concreti di avere avviato un percorso di resipiscenza e di avere acquisito realmente consapevolezza della gravita’ del reato commesso”.
Stando all’inchiesta, coordinata dal pm Roberto Fontana e condotta dalla Squadra mobile di Milano, lo stupro e’ avvenuto la notte tra il 14 e il 15 novembre 2020, mentre la giovane si trovava a dormire a casa di una zia. “Mi ha minacciata dicendomi che, se urlavo, mi avrebbe uccisa come ha gia’ ucciso un’altra persona in Salvador”, e’ stato il suo racconto messo a verbale.
