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Zibido #NODATACENTER: «Tutela della salute e del territorio non sono derogabili»

Sul progetto K2, la sindaca Sonia Belloli chiede rigide garanzie. E da sempre ha ribadito che ogni proposta di intervento deve tenere conto di una pianificazione sovra territoriale

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Massima prudenza sul piano normativo e tecnico, centralità assoluta della tutela del territorio e della salute dei cittadini, e necessità di risposte definitive da parte di Terna.

È questa la linea espressa dalla sindaca Sonia Belloli e dall’amministrazione comunale di Zibido San Giacomo in merito alla proposta di realizzazione di un nuovo data center da parte dell’operatore internazionale K2 Strategic.

La posizione dell’Ente emerge chiaramente dagli esiti dell’ultimo incontro tecnico-istituzionale svoltosi a fine maggio in Regione Lombardia e il cui verbale è stato reso noto nei giorni scorsi. Un tavolo di confronto che fotografa la complessità dell’iter urbanistico in corso e che vede coinvolti, oltre al Comune di Zibido San Giacomo, anche la Città Metropolitana di Milano, Regione Lombardia e il confinante Comune di Lacchiarella.

La sindaca Belloli e la giunta comunale hanno ribadito l’impossibilità di assumere un orientamento definitivo sull’opera finché permangono elementi di incertezza.

Le aree individuate dal progetto, infatti, hanno attualmente una destinazione urbanistica agricola e richiedono quindi una valutazione estremamente rigorosa. Per questa ragione, il Comune subordina qualsiasi giudizio conclusivo al chiarimento di alcuni nodi giudicati imprescindibili per l’equilibrio del territorio e per il benessere della comunità, a partire dalla localizzazione della nuova stazione elettrica. Sul tavolo ci sono le osservazioni presentate dal Comune per richiedere lo spostamento della sottostazione di Terna, un aspetto fondamentale per il quale si attendono ancora i riscontri ufficiali da parte della società.

A questo si aggiunge il complesso tema della sostenibilità ambientale e del consumo di suolo. L’amministrazione intende fare totale chiarezza sull’applicazione del meccanismo del bilancio ecologico in base alle direttive ministeriali, esprimendo la necessità di individuare all’interno dei propri confini gli 8,5 ettari di aree già edificate o dismesse da sottoporre a bonifica e rinaturalizzazione.

Il confronto ha messo in luce anche la posizione degli enti sovracomunali.
Regione Lombardia ha indicato dei principi generali da tenere in considerazione: «adeguati livelli di sostenibilità ambientale, rigenerazione territoriale e valorizzazione del patrimonio urbanizzato esistente».

Mentre Città Metropolitana di Milano ha invece «chiarito che il PTM individua per i Comuni una nuova soglia di riduzione del consumo di suolo» e ha aggiunto che «Allo stato, non sono stati ravvisati motivi tecnici ostativi all’avvio della procedura di variante, ma non è possibile esprimersi preventivamente su quelli che saranno gli esiti definitivi delle istruttorie tecniche».

In altre parole, per Regione e CM ogni vincolo verrà superato se i progetti verranno considerati di “valore strategico nazionale”.

Recentemente il Consiglio regionale ha approvato una legge in materia. È previsto che, in caso di interventi superiori ai 50MW, è la Regione ad assumere il ruolo di guida sovraterritoriale e questo aiuta a sgravare il Comune dalla responsabilità unica diretta e risponde alla necessità di una guida sovra comunale.

L’amministrazione ha deciso di partecipare al tavolo regionale per capire l’evoluzione della questione ed avere così il polso della situazione. Il tema del vincolo strategico nazionale evidenziato da Regione e Città Metropolitana è un elemento sul quale la sindaca e la sua Giunta stanno ponendo particolare attenzione, perché si vuole capire quale sarà, alla fine, il reale potere autorizzativo dell’ente locale.

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