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Varallo Pombia soffoca, la variante è un’urgenza: «Strategica per Malpensa»

Il fronte compatto dei Sindaci del Novarese

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Il traffico è quello di una statale, ma lo spazio è quello di una stradina di paese. Con la pressione crescente del traffico da e per l’aeroporto di Malpensa, la variante della SS336 non è più solo un’ipotesi progettuale, ma una necessità improrogabile.

È questo il grido d’allarme lanciato ieri pomeriggio, 20 aprile, dall’aula consiliare di Varallo Pombia, dove la Provincia di Novara ha chiamato a raccolta i sindaci del territorio per fare fronte comune davanti alla Regione Piemonte.

Il fronte dei sindaci del Novarese
All’incontro, promosso dal consigliere delegato alla Viabilità Nord-Est della Provincia di Novara, Pietro Palmieri sono stati convocati i rappresentanti di Castelletto Ticino, Borgo Ticino, Divignano, Marano Ticino, Agrate Conturbia, Bogogno, Cressa, Suno e Pombia. Tutti concordi su un punto: Varallo Pombia, principale centro sotto pressione, non può più reggere l’urto dei mezzi pesanti.

L’impatto della nuova Cargo City
A pesare sulle prospettive future è lo sviluppo dello scalo di Malpensa. Con l’approvazione del potenziamento dell’area Cargo City in sede di conferenza dei servizi, i flussi logistici sono destinati a impennarsi.

Palmieri ha spiegato che il potenziamento del settore merci aumenterà la rilevanza strategica del ponte alla diga di Porto della Torre. Senza una variante, quel flusso si riverserà inevitabilmente nel cuore di Varallo Pombia, dove la carreggiata stretta e i muri a bordo strada rendono la convivenza tra camion, pedoni e ciclisti un rischio quotidiano.

Il tracciato per liberare il centro
Il progetto, fermo da anni nei cassetti ma mai così attuale, prevede la realizzazione di un collegamento a sud di Varallo Pombia per bypassare il centro abitato. L’opera richiederebbe l’ampliamento di via Sottoribiola e di un tratto di via Selvigia, per poi innestarsi sulla direttrice già potenziata dalla Provincia fino alla rotonda di via Brera e via Vittorio Veneto. Da quel punto si dovrebbe intervenire per completare l’ultimo segmento di interconnessione con la statale 32.

Una richiesta congiunta alla Regione
Nonostante l’opera non sia attualmente inserita nel contratto di programma, la Provincia di Novara è pronta a forzare la mano. Verrà infatti predisposta una richiesta ufficiale di incontro in Regione Piemonte, che sarà siglata da tutti i primi cittadini del distretto interessati dalla problematica.

L’obiettivo è quello di inserire l’intervento in un accordo di programma o individuare soluzioni alternative che garantiscano tempi rapidi per risolvere la criticità.

CONTRIBUTO TRATTO DAL SITO PARTNER MALPENSA 24 GRUPPO ISENI EDITORI

Nella foto in alto Pietro Palmieri (al centro) con i rappresentanti dei Comuni dell’area

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