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Tenta di strangolare bimbi a Brescia, in un video il momento in cui viene fermato

Le immagini rese note dal Tg1 Rai

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Un video di pochi secondi immortala
il nigeriano di 29 anni subito dopo aver tentato di strangolare
un bambino di dieci anni e poi uno di tre in un parco di
Brescia. Lo ha reso noto il Tg1 Rai. Le immagini mostrano l’uomo
agitarsi nel tentativo di liberarsi dal passante che lo ha
fermato, un cittadino pakistano, e poi mentre viene portato via
dalla Polizia.

L’uomo, che si trova ora ai domiciliari con l’accusa di
lesioni e resistenza a pubblico ufficiale per i calci e i pugni
sferrati agli agenti arrivati per fermarlo, è in evidente stato
di agitazione. “Sono malato di cuore e mi ha colpito al petto,
avevo dolore ma non l’ho lasciato andare”, ha detto al Tg1 Rai
il cittadino pakistano che lo ha fermato.

“Quanto accaduto a Brescia è un episodio gravissimo e profondamente inquietante, che suscita sgomento e indignazione. Esprimo la mia piena vicinanza ai due bambini coinvolti, alle loro famiglie e a tutti coloro che hanno vissuto momenti di grande paura. Ringrazio inoltre il cittadino che è intervenuto con coraggio e gli operatori delle Forze dell’ordine per il tempestivo intervento che ha consentito di fermare il responsabile”. L’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa, commenta così la notizia dell’aggressione in un parco pubblico a Brescia a due bambini a opera di un cittadino nigeriano, poi arrestato, che ha tentato di strangolarli.

“La revoca del permesso di soggiorno, disposta dal questore di Brescia, in modo da poter poi procedere alla sua espulsione dall’Italia dopo aver scontato la pena, è un provvedimento fondamentale. Quando una persona – continua La Russa – perché sotto effetto di sostanze o per condizioni di grave fragilità psichica non adeguatamente monitorate, diventa un potenziale pericolo per sé e per gli altri, è indispensabile che ci siano strumenti efficaci di contrasto. La sicurezza dei cittadini è una priorità assoluta e serve un impegno costante affinché situazioni di rischio vengano intercettate prima che possano trasformarsi in episodi di violenza

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