Un corto circuito politico che attraversa i confini comunali. È quello sollevato dal Partito Democratico di Magenta, che in una nota al vetriolo pubblicata via social mette nel mirino il Vicesindaco Enzo Tenti, accusandolo di una “incoerenza poco comprensibile” tra il suo ruolo nell’amministrazione di Luca Del Gobbo e quello di consigliere di minoranza a Vittuone.
Il paradosso di Tenti: «Due pesi e due misure»
La scintilla nasce da un comunicato stampa che Tenti ha rilasciato nel comune limitrofo di Vittuone. Lì, dai banchi dell’opposizione, il Vicesindaco magentino si è scagliato contro l’approvazione del PGT a fine mandato senza il coinvolgimento delle minoranze.
«Un principio che condividiamo pienamente», ironizzano i dem magentini. «Peccato che a Magenta accada l’esatto contrario: commissioni consiliari abolite e una gestione autoreferenziale dei processi decisionali». Secondo il PD, Tenti chiederebbe partecipazione a gran voce dove deve controllare, negandola invece dove si trova a governare. Al centro dello scontro non c’è solo il metodo, ma il futuro urbanistico della città. Il Piano di Governo del Territorio (PGT) è in fase di aggiornamento, ma per il centrosinistra il percorso è in forte ritardo e privo di una visione moderna. L’accusa è quella di voler replicare modelli ormai superati
“Sono logiche anni 2000 con grandi insediamenti commerciali che danneggiano i negozi locali” incalzano i Dem. E rispetto al futuro urbanistico della città, inevitabile il passaggio sull’ex Novaceta.
Il nodo Data Center: “Grandi infrastrutture che – denuncia il PD – meriterebbero analisi d’impatto ambientale e sociale molto più serie”. E sulla città dormitorio ovviamente non poteva mancare la critica al Sindaco Del Gobbo che ha ribadito con senso di responsabilità di mettersi a disposizione della città anche per i prossimi 5 anni.
“Un’era politica lunga vent’anni che, secondo l’opposizione, ha lasciato ferite profonde nel tessuto urbano” prosegue la nota dei Dem. «Vediamo una città che ha perso identità, trasformandosi in una città dormitorio: meno spazi per i giovani, meno qualità urbana e troppe spese superflue a discapito di strade e servizi essenziali».
Siamo solo al mese di aprile del 2026 ma è del tutto evidente che la campagna elettorale è già quanto mai aperta. Con un solo, piccolo particolare: il centrodestra a meno di clamorosi ribaltoni il candidato Sindaco ce l’ha già, il centrosinistra dovrà trovarselo e non sarà facile divisi tra una coalizione sempre più schiacciata sulla deriva delle estreme e i legittimi di ‘mal di pancia’ – caso Salvaggio docet – di chi è stato praticamente messo sull’uscio di casa…














