Randi Martinez Despaigne, il pusher cubano che il 16 maggio 2025 ha accoltellato il 13enne Hazem Ahmed in viale Vittorio Veneto a Milano, morto due settimane dopo in ospedale per le ferite al costato e con un polmone perforato, non si era accorto della “reale età della vittima” e pensava che il giovane fosse “maggiorenne”.
E’ quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con cui il 5 giugno la gup di Milano, Francesca Ballesi, ha condannato a 9 anni, 4 mesi e 20 giorni di relcusione in abbreviato il 28enne per omicidio volontario, maturato nel contesto di una lite per la compravendita di droga, ma escludendo l’aggravante di averlo commesso nei confronti di un minore di anni 18.
Per il gup la vittima, nonostante non avesse “ancora compiuto i quattordici anni di età” mostrava la “fisionomia” e la “corporatura” di un ragazzo molto più grande: alto un metro e 80 centimetri, per 86 chilogrammi di peso, la sentenza parla di una “fisicità” che “con ogni evidenza” è “più facilmente riscontrabile in un individuo maggiorenne che non in un ragazzino di soli 13 anni” portando a riconoscere all’imputato quello che il diritto definisce come “errore scusabile”.
Hazem è stato colpito con diversi fendenti di un coltello che lui stesso “stava impugnando” e che si era portato appresso per acquistare la droga, si legge nel provvedimento.
Allo spacciatore, tuttavia, non è stata concessa l’attenuante della “provocazione”, come aveva chiesto durante l’arringa il difensore di fiducia Alberto Longo, perché ritenuto responsabile anche di porto abusivo di armi per essere uscito di casa “senza alcuna valida ragione” con un “tirapugni” utilizzato nelle fasi iniziali del delitto. La sentenza ha condannato Despaigne – per cui la pm Francesca Crupi che ha coordinato le indagini dei carabinieri aveva chiesto la condanna a oltre 10 anni – anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e al pagamento di una provvisionale da 40mila euro ciascuno per i genitori della vittima, anche in rappresentanza dei 5 fratelli del 13enne, tutti minori tranne una, e assistiti dall’avvocato Francesco Egidi.
(foto: Stefano Porta La Presse)












