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Malpensa: hostess dice ‘no’ dopo 20 secondi, sindacalista condannato in appello bis

Dopo due assoluzioni

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È stato condannato nell’appello bis a 1 anno e 2 mesi di reclusione il sindacalista Cisl R. M., nella vicenda diventata nota come la ‘violenza sessuale dopo 20 secondi’ subita da una hostess dell’aeroporto di Malpensa il 12 marzo 2018.

La donna si era rivolta a lui in ufficio per dei problemi di lavoro e aveva subito palpeggiamenti nelle parti intime e negli “slip” e “baci sul collo”, mentre l’uomo le diceva “sfogati quanto vuoi, siamo soli, non c’è nessuno”. Inizialmente “colta di sorpresa e immobilizzata dalla paura”, non sarebbe riuscita a reagire, intimandogli di smetterla solo dopo 20-30 secondi. Il 49enne era stato assolto sia in primo grado dal Tribunale di Busto Arsizio che dalla Corte d’appello di Milano, perché non avrebbe percepito immediatamente il dissenso della donna, ma la Cassazione ha annullato le assoluzioni con rinvio, disponendo un nuovo giudizio di appello bis.

Stamattina i giudici della seconda sezione penale della Corte d’appello di Milano (presidente Manzi) hanno ribaltato le assoluzioni, ritenendo il sindacalista responsabile di violenza sessuale sul luogo di lavoro e condannadolo anche al risaricimento del danno in favore della donna, assistita dall’avvocato Gionata Bonuccelli del foro di Viareggio, che nel frattempo ha dovuto cambiare lavoro. Il 49enne è stato condannato anche al pagamento immediato di una provvisionale da 10mila euro .

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