Cambierà qualcosa? E’ la domanda che tanti Magentini (e non) si fanno davanti ai lavori appena iniziati per il restyling di Piazza Liberazione. E qui la premessa è d’obbligo. Non si tratterà di una ‘nuova’ Piazza Liberazione. Su questo Sindaco e Giunta sono stati molto chiari. Diciamo la volontà è quella di darle un nuovo ‘look’ anche perché obiettivamente la piazza a poco più di 26 anni dalla sua realizzazione perde letteralmente i pezzi…
Piastrelle saltate, “buchi” segnalati di sovente da cartelli di pericolo e, più in generale, una situazione di complessivo degrado a cui l’Amministrazione intende metter mano. Come? L’obiettivo principale è portare un po’ più di verde in un salotto della città che alcuni all’inizio avevano ironicamente definito ‘Piazza Tirana’…
Ogni riferimento al periodo storico politico in cui la piazza fu realizzata non è affatto casuale. Battute a parte. La piazza da sempre è stata vista come una grande colata di cemento dove specialmente nel periodo estivo era davvero difficile trovare refrigerio. Certo l’intuizione di creare uno spazio di ritrovo fu intelligente, le modalità di realizzazione un po’ meno.
Tra le prime cose che dovrebbero sparire – in attesa di veder sorgere la nuova soluzione proposta – c’è la famosa fioriera ….All’inizio fu una fontana ma poi al solito prevalse l’inciviltà. Tant’è che è meglio tralasciare per cosa e come veniva utilizzata specie nel periodo estivo. Un pediluvio non si negava a nessuno…
E allora la riconversione quasi forzata in fioriera. Va detto che sui social specie sul gruppo Sei di Magenta Se gestito dalla social blogger Camilla Giocondi il dibattito è piuttosto animato.
D’altronde, la questione di Piazza Liberazione da sempre rappresenta un nodo cruciale. Da un lato, c’è chi difende l’importanza di avere un centro storico pedonalizzato, dall’altro chi sostiene che l’aver chiuso la direttrice viabilistica ovest – est della città – tanto per intenderci da Via Novara a Via Milano – senza aver provveduto adeguatamente con un piano del traffico alternativo, è stato letteralmente un suicidio per la mobilità cittadina…
Lo scontro tra i due ‘partiti’ è sempre caldo. Tra i commenti al solito c’è chi dice che sono soldi buttati che si sarebbero potuto impegnare per sistemare altre strade della città ammalorate. C’è chi torna sulla riapertura di quello che naturalmente era niente più che uno slargo con tanto di incrocio semaforico …. C’è chi comunque resta affezionato a quella fontana – fioriera che per tanti ragazzi è diventata comunque un punto di ritrovo e chi invece non ne sentirà affatto la sua mancanza …
Intanto la gente parla – com’è giusto che sia – e lasciamola parlare…poi vedremo il risultato. Posto che in questi mesi si dovrà vigilare soprattutto sulla situazione del commercio locale che già non vive un momento di particolare splendore. Ma su questo pare che Confcommercio Alto Magentino e Comune abbiano trovato la piena quadra così che i lavori procedano ‘step by step’ cercando di limitare al massimo i disagi per gli esercenti.
Per il resto, aspettiamo fiduciosi prendendo a prestito una battuta di Antonio Frascone all’epoca Assessore della Giunta di Giuliana Labria e quindi tra gli artefici della nascita della piazza. A questo proposito chiarissima la sua posizione: “La piazza necessitava di una seria manutenzione era giusto e necessario. Ma smantellare una parte e spendere tanti soldi qualche riflessione la pone. Ma aspetto fiducioso”.
A Magenta si dice … vidarem.













