“Egregio Direttore, oggi è il giorno di riposo. No, ho perso i miei soci. Diventa difficile spiegare il passato. Forse è meglio vivere e rappresentare il presente.
Oggi senza connessione dove vai? In un posto col Wi-Fi. Dal 2026 al ’95 il passaggio è questo:
Le cabine rosse servono solo per ottimi selfie. Sicuramente, oltre a un contratto internet, portatevi un tera di memoria.
Il bus panoramico è un affare, ma state attenti a dove fate il biglietto e guardate bene la mappa, prima che facciate sei giri uguali.
È sicuramente un ottimo mezzo di trasporto per la città: biglietti da 24, 48 e più ore.
Il prezzo per 24 ore va da un minimo di 27 sterline a un massimo di 40; fate ballare l’occhio.
I musei sono gratis, ma potete fare un’offerta.
Il British Museum, dove ci sono pezzi storici di livello mondiale, è molto grande: potete girare dalla preistoria fino all’epoca romana. Arte da tutte le parti del mondo.
Da non perdere: i fregi del Partenone, l’arte assiro-babilonese e, soprattutto, la Stele di Rosetta, dove hanno iniziato a tradurre i geroglifici. Un museo dove puoi stare veramente tutto il giorno.
La National Gallery è un altro museo gratuito dove l’arte è più recente e dove potete trovare tante opere famosissime.
Il terzo museo importante, bellissimo anche come facciata, è il Museo di Storia Naturale. Un complesso enorme dove, se siete appassionati di natura, potrete vivere un’immersione totale.
Ritorniamo a piedi perché non abbiamo curato fermata e orario.
Comunque passiamo attraverso Hyde Park.
Un consiglio: non chiedete mai informazioni a un inglese. Potrebbe capitarvi che sbagli a darvi orario e via; come un dolce ragazzo che ci suggeriva di ritornare il giorno dopo al museo perché era chiuso.
Chiedere a Google o a Siri è molto più gentile e affidabile.
Londra ha un vero polmone verde in città e il parco rappresenta uno di questi spazi immensi dove la gente vive in mezzo alla natura.
Tre cose:
1. Il verde è tenuto benissimo. 2. La gente non disturba gli animali nei parchi. 3. Non c’è un cestino, quindi portatevi un sacchetto per la spazzatura.
Arriviamo dopo una camminata epica: la glicemia è a posto.
Entriamo in un pub “da rutto libero” scozzese.
Le partite del Mondiale sono solo a pagamento, quindi tutti i pub hanno la TV sull’evento. Non interessa a molti se non gioca la squadra inglese o scozzese.Il pub è tutto prenotato e ci infilano in una piccionaia.
Tre cose positive:
1. Puliscono il tavolo con profumo di lavanda. 2. C’è il Wi-Fi gratuito. 3. Vedo la partita della Germania.
Nessuno entra e nessuno viene a chiederci nulla. Passa un’ora in riposo e ci incamminiamo fuori.
Il personale ci saluta gentilmente e con un calore da festa di paese calabrese!
Andiamo per la strada dei ristoranti, zona Paddington.
Il gruppo vuole mangiare italiano.
Io prendo la più economica: aglio, olio e peperoncino.
Mi mette una nevicata di parmigiano…
La tipa parla italiano ma con un accento strano…
Gli spaghetti sono cotti al dente, ma la mia camicia alla fine ha più medaglie di Vannacci.
Non riesco a non sporcarmi: le battezzo una al giorno, come il pastore protestante della chiesa del quartiere voleva battezzare me.
Una birra prima di andare a letto ci vuole…Ma anche se è domenica chiudono tutti presto.
Tre cose:
1. In ogni locale, prima di consumare, chiedi il Wi-Fi. 2. Quando rimango senza è come se mi mancasse una gamba; certe sere, dopo la camminata, non le sento più. 3. Non faccio in tempo a fare video e giro che posto sui social: morire d’invidia.
Non mi sono mai mosso da Cerano e la memoria grida vittoria: è piena. Inizia la selezione di foto… anche per questo metto subito in rete. La notte è giovane e quindi ho un bel po’ di tempo per sistemare tutto, in attesa del nuovo giorno e di una colazione con un cappuccino decente.
Tre cose diverse dal ’95, oltre al Wi-Fi:
1. Non ho visto e usato ancora una sterlina. 2. È un continuo fare foto. 3. Cammino ancora, ma c’è sempre qualcuno che si lamenta della strada, qualcuno che si perde e qualcuno che non ha pratica di mezzi pubblici.
Forse per questo nel 1995 avevamo un pullman che ci portava in giro per la città.
Ma come facevamo senza internet? Forse eravamo meno ansiosi ed esibizionisti nel far vedere: “Ci sono. Stato”. Ricordo tutto di quella mitica gita perché, molto spesso, i ricordi più belli non hanno bisogno di stories e reel. Rimangono nel cuore e pazienza se la gente non ci crede perché non vede… Meglio vedere col cuore che col livore.
Ah, ultima cosa del 1995 rispetto ad oggi: digerivo tutto, adesso ci vuole una settimana.
Meno male che Geffer c’è!”
Massimo Moletti












