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Futuro Nazionale punge: “A Vigevano campagna elettorale per la Lega in lingua araba in nome di Allah? È la fine della civiltà occidentale”

Agli Stati Generali del 30 maggio al Castello Sforzini di Castellar Ponzano invitati i consiglieri comunali di Futuro Nazionale a Vigevano: Suvilla e Montagnana. I Vannacciani attaccano intanto Salvini prende le distanze

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«A Vigevano è accaduto qualcosa che va ben oltre una polemica locale. È emerso un nodo culturale decisivo: la sostituzione della cittadinanza con l’appartenenza religiosa. Questo confligge con la civiltà italiana, europea ed occidentale».

Lo dichiara Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale con Vannacci.

«Qui non discutiamo la fede privata di nessuno. La libertà religiosa è sacra. Ma proprio perché è sacra deve restare distinta dalla rappresentanza politica. Se un candidato imposta la propria campagna in lingua araba e chiede voti “in nome di Allah il misericordioso”, non sta parlando a cittadini: sta mobilitando un’appartenenza religiosa».

«Quando questo accade, il voto non è più espressione libera di cittadini, ma organizzazione di comunità. E questo è l’opposto dell’integrazione».

«Questo è il punto centrale: quando la politica accetta — o come la Lega a Vigevano, di fatto incoraggia — l’ingresso delle comunità nelle istituzioni come blocchi religiosi separati, non integra: importa il comunitarismo. Sostituisce i cittadini con gruppi organizzati su base confessionale che trattano potere».
«È il contrario dell’idea italiana ed europea di cittadinanza. Il candidato si rivolge alla città, non alla moschea. Le istituzioni non sono un tavolo dove ogni gruppo confessionale porta il proprio pacchetto di voti».

«Una nazione non regge se ogni comunità si organizza politicamente come corpo separato. Questo modello — già visibile in Europa — produce sistemi paralleli e dissolve lo spazio pubblico condiviso».

«La contraddizione della Lega è gigantesca: dopo anni di retorica identitaria, finisce per legittimare il meccanismo più pericoloso, cioè la trasformazione della religione (islamica) in soggetto politico. È una resa culturale travestita da tattica elettorale».

«Per questo il Centro Studi Rinascimento Nazionale porterà il tema al centro del dibattito nazionale».
«Sabato 30 maggio, agli Stati Generali “Nord-Ovest chiama Italia” al Castello Sforzini di Castellar Ponzano, la questione Vigevano sarà affrontata pubblicamente».

«Abbiamo invitato Furio Suvilla e Claudia Montagnana, consiglieri comunali di Futuro Nazionale a Vigevano — Suvilla anche candidato sindaco — per porre una domanda semplice e decisiva: vogliamo una politica fondata sulla cittadinanza o sulle comunità religiose? Questa è la linea di confine».

«Lanciamo una sfida chiara a tutte le forze politiche: niente appelli religiosi, niente voto comunitario, lingua e valori della civiltà italiana condivisi come base della partecipazione».

«Il tema non è essere contro qualcuno. Il tema è impedire che l’Italia diventi una somma di comunità separate. L’integrazione passa dalla cittadinanza, dalla lingua comune, dalla legge comune, dalla conoscenza di storia, cultura e tradizioni della nazione, dalla condivisione di valori non negoziabili».

«A Vigevano si decide una cosa molto più grande: se l’Italia vuole restare (o tornare ad essere) una nazione o diventare un mosaico di blocchi etnici o religiosi distinti».

«Il 30 maggio al Castello metteremo sul tavolo ciò che altri evitano. E Vigevano è uno di quei nodi».

Nella foto in basso i candidati nella lista della Lega a Vigevano: la studentessa universitaria Hagar Haggag e il portavoce della Comunità islamica vigevanese, Hussein Ibrahim.

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