HomeCronacaMonsignor Della Vite: «L’etica come leva di sviluppo per un buon business»

Monsignor Della Vite: «L’etica come leva di sviluppo per un buon business»

«L’etica non è un lusso del passato, ma una leva concreta di sviluppo». Monsignor Giulio Dellavite, docente e formatore in Business Ethics, ribalta uno dei luoghi comuni più diffusi nel mondo economico contemporaneo: l’idea che “business” ed “etica” siano destinati a viaggiare su binari paralleli. «Sembra che non stiano insieme neanche con lo scotch», osserva con una battuta, «come se l’etica appartenesse al passato e il business fosse solo presente e futuro».

Un buon business

Dellavite, Delegato Vescovile per le relazioni istituzionali, tiene un seminario di Etica del business al master della School of economics della Luiss a Roma. Ma non solo. Alla LUM (Libera Università del Mediterraneo) a Milano, insegna diplomazia vaticana al master di geopolitica. Giornalista e sacerdote, per lui il punto è proprio cambiare prospettiva. «L’etica non va intesa in modo religioso, morale o solo deontologico», spiega, ma come «sviluppo della propria qualità, il meglio di sé stessi». In questa chiave, diventa una bussola concreta per le decisioni: «Non scegliere sempre il minor male, ma il maggior bene possibile». E qui arriva il passaggio più netto: «Queste scelte, a livello gestionale, relazionale e imprenditoriale, alla fine sono un buon business, non solo un business buono».
Un’affermazione che non resta teorica, ma si traduce in numeri e risultati. «L’etica è contabilizzabile», sottolinea. «Scelte di qualità producono meno errori, meno sprechi, più fidelizzazione di dipendenti e clienti». In altre parole, «tutto questo è utile, tutto questo è misurabile». Da qui la convinzione: «La scelta di un valore etico è, alla fine, un buon business».

Uomini centrati

Ma come si traduce tutto questo nella pratica aziendale? «La prima urgenza è la valutazione della qualità del personale», risponde Dellavite. E chiarisce: «Non basta dire “mettere l’uomo al centro”». Serve piuttosto «scegliere uomini centrati», capaci di crescere e di essere messi nelle condizioni di esprimere il proprio potenziale. «Quando capisco le potenzialità di un dipendente e mi metto in discussione per farlo crescere, costruisco valore». È a questo punto che il monsignore introduce una metafora antica, ma sorprendentemente attuale: «Nel Medioevo si parlava dell’abate come di un nano sulle spalle di un gigante». E sviluppa l’immagine: «Se il nano diventa obeso, perché fa crescere solo se stesso, il gigante a un certo punto non riesce più a portarlo e lo lascia cadere». Al contrario, «il nano sulle spalle del gigante vede sempre più lontano e, facendo crescere il gigante, continua a vedere ancora oltre». La lezione, applicata al management, è chiara: «Non si tratta di ingrossare se stessi, la propria azienda o il proprio management».
Piuttosto, «quando faccio crescere le persone intorno a me, riesco a vedere più lontano». Un principio semplice, ma spesso disatteso, che per Dellavite rappresenta «la vera urgenza» per il business di oggi: coniugare risultati e valori, non come compromesso, ma come strategia vincente.

GUARDA L’INTERVISTA:

(contributo tratto da Malpensa 24 GRUPPO ISENI EDITORI)

Altri articoli della sezione

A Pero commercianti del territorio a confronto: grande partecipazione

Ampia partecipazione, interesse e un dialogo aperto sul futuro del tessuto economico locale: si è concluso con un bilancio positivo l’incontro organizzato dall’Amministrazione Comunale...

Colpi di arma da fuoco contro abitazione, 48enne egiziano ferito a Pioltello

Un uomo di 48 anni, di origini egiziane e' rimasto ferito nella notte appena trascora da un proiettile mentre si trovava in un'abitazione in piazza Garibaldi...

Zibido San Giacomo: disponibili due nuovi medici di base

ASST ha comunicato che dal prossimo 1 ottobre saranno disponibili due nuovi medici di base, con incarico temporaneo: a Zibido San Giacomo prenderà...

Donna cade e finisce sotto un tram in transito, ferita non gravemente a Milano

Una donna di 37anni è finita sotto un tram ieri pomeriggio a Milano. Le sue condizioni non sarebbero gravi. La donna, di origine marocchina, avrebbe urtato il...

Articoli Correlati

Ancora muffa all’Asilo nido di Castellazzo dè Barzi: opposizioni sulle barricate. Le preoccupazioni

Nonostante gli interventi manutentivi realizzati durante la pausa estiva, tornano a farsi sentire le preoccupazioni delle famiglie per la presenza di muffa all’interno dell’asilo...

Un “Piedibus” molto apprezzato con l’AVIS di Santo Stefano Ticino

Il Piedibus di Santo Stefano Ticino funziona ormai da molti anni. Partito come esperimento ha riscontrato fin da subito l’apprezzamento di alcuni genitori...

Magenta, Quasimodo: sabato la prima uscita pubblica per la nuova Preside Fulvia Luconi

Il Liceo “Salvatore Quasimodo” dà il via al nuovo anno scolastico proponendo un importante appuntamento di incontro e confronto dedicato alle famiglie e alla...

#NODATACENTER: lunedì 28 settembre nuova raccolta firme al mercato di Magenta

Prosegue senza sosta la campagna di informazione e sensibilizzazione promossa dai cittadini di Magenta sul tema dell'insediamento del nuovo Data Center in città. L'iniziativa svolta...
spot_img