Non avevamo dubbi che sarebbe andata a finire così. Un gran bel minestrone dove confondere tutto e, con tutta probabilità, non arrivare a capo di nulla. Per poi ovviamente non cambiare niente. Ci riferiamo a quanto sta accadendo in queste ore dopo le polemiche scoppiate anche a livello locale dopo l’arresto di Francesco Baj. L’ultras interista e militante di Lealtà Azione, fermato a seguito dei violenti scontri scoppiati prima di Inter Napoli. Chi scrive, beninteso, prende le distanze, così come la testata Ticino Notizie che ho l’onore di dirigere, dai violenti. Su questo occorre essere intransigenti.
Per chi scrive, non c’è alcuna scusante, né alcuna retorica dello scontro che dir si voglia. Vale solo l’articolo 27 della nostra Carta Costituzionale che così recita: “La responsabilità penale è personale”. Tradotto, al netto della presunzione di non colpevolezza, altro cardine della nostra Costituzione, provato che un soggetto si è macchiato di comportamenti penalmente rilevanti, costui deve pagare e pagare tutto, fino in fondo. Perché altro aspetto poco chiaro nel nostro strano e malandato Paese, è quello della certezza della pena.
Questa era una premessa doverosa, che esula evidentemente da ogni visione politica di fondo. Vale per tutti: è il fondamento del vivere civile.
Come dicevamo, nel territorio, come ampiamente pronosticato, il PD di Abbiategrasso non ha perso l’occasione per rinfacciare al sindaco Cesare Nai, la contestatissima Festa del Sole della scorsa estate, svoltasi, all’interno della Fiera di via Ticino. Come noto, tra i principali organizzatori di quell’evento, figurava proprio il nome di Baj. Troppo ghiotta, allora, l’opportunità per tornare lancia in resta contro Nai e la sua Giunta. In buona sostanza, sostenendo più o meno che tutti i partecipanti a quell’evento fossero dei violenti, oltre che dei fascisti. E, quindi, in soldoni, accusando il primo cittadino di essere un loro sodale.
Noi continuiamo a credere che debbano essere fatti dei distinguo importanti. La tre giorni della Festa del Sole di Abbiategrasso, lo diciamo a ragion veduta, essendoci stati, si è svolta pur in un clima di tensione palpabile – vedi i numerosi presidi antifascisti organizzati ad Abbiategrasso e la presenza massiccia di Forze dell’Ordine – ma senza alcuna violazione delle disposizioni di legge.
Sono stati organizzati dei dibattiti politici interessanti, con importanti esponenti delle istituzioni, che hanno permesso di sviluppare una riflessione, magari distante dal ‘politicamente corretto’, ma che come ogni idea, è stata fonte di arricchimento per chi c’era.
A riguardo emblematiche le parole dell’attuale Assessore regionale Giulio Gallera di Forza Italia che da autentico liberale, ha così motivato la sua partecipazione: “Credo che tutti abbiano diritto di esprimere in modo civile la propria opinione politica. Io questa sera (Gallera partecipò al dibattito di apertura della festa) sono qui per ribadire questa visione liberale della realtà, su alcune questioni sono molto distante dai promotori di questa manifestazione, ma ritengo che il confronto sia alla base di tutto”.
Parole che sposiamo alla lettera. Ed è anche per questo che più volte la nostra testata ha cercato di raccontare anche la realtà, a tratti controversa, ma comunque giornalisticamente molto interessante, di Lealtà Azione. Gli abbiamo dato spazio senza preconcetti. Ci siamo comportati correttamente e siamo stati accolti con rispetto ogniqualvolta siamo intervenuti da cronisti ai dibattiti, spesso di natura culturale, organizzati nella loro sede abbiatense.
E’ questo il nostro modo di fare informazione. Non siamo dei boccaloni e per rispondere all’amico e collega Marco Aziani direttore della Libertà, non siamo neanche quelli che credono alle favole né, personalmente, che le vogliono alimentare.
Crediamo, però, che finché tutto si svolge nella legalità e nel dialogo, ci debba essere spazio e rispetto anche per chi è lontano, magari anni luce, dal ‘mainstream’ dell’informazione.
E’ con questo spirito che Ticino Notizie fu tra le poche, se non l’unica testata del territorio, che qualche anno fa partecipò alla Festa del Sole di Rosate, e intervistò Simone Di Stefano oggi leader nazionale di Casa Pound Italia.
Pensavamo di aver davanti a noi degli agnellini? O ancora degli scolaretti? Assolutamente no, anzi. Però, visto che non ci piace il doppio pesismo, non capivamo allora e non capiamo oggi, perché ci dovrebbe essere un pregiudizio verso una parte politica, salvo poi talvolta, chiudere un occhio, per chi sta dall’altra parte della barricata.
A questo proposito, sono sempre di queste ore le immagini imbarazzanti del deputato del PD Emanuele Fiano. Che, comprensibilmente, vista anche la storia personale, è stato in questi anni tra i principali sostenitori dell’inasprimento dei reati d’opinione. E’ a suo nome la legge che rende reato l’apologia di fascismo introducendo l’articolo 293-bis che punisce «chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco». Il tutto con pene che vanno dai sei mesi ai due anni aumentate di un terzo se il reato viene commesso su internet.
Ebbene questo all’apparenza distinto signore che dovrebbe essere un moderato, e che in quanto rappresentante delle istituzioni, dovrebbe dare esempio di pacatezza, l’altro giorno, alla Camera dei deputati, durante il dibattito sulla manovra, ha inscenato una gazzarra indegna, salvo poi scusarsi a cose fatte, con tanto di lancio di risma di foglia A4 in testa all’ignaro vice Ministro Massimo Garavaglia da Marcallo con Casone.
Questo tanto per dire, che lo sdegno non dovrebbe avere colore politico, e che non ci piace chi fa passare a priori qualcuno per la pecora nera della situazione.
Ma non c’è verso. Il gioco delle fazioni, alla fine così come quello delle generalizzazioni, sembra essere la strada più comoda da seguire.
E così veniamo all’altro grande minestrone di questi giorni: ossia il far passare tutti i frequentatori delle curve dei nostri stadi per delinquenti o, comunque, per pericolosi estremisti di destra. Dimenticando il patrimonio di relazioni, il fenomeno aggregativo, le passioni e il calore che contribuiscono a rendere il gioco del calcio molto di un semplice gioco. Scomodatevi a dare un’occhiata alla coreografia organizzata per un Inter Napoli di qualche anno fa, che pubblichiamo in evidenza, e forse il concetto sarà più chiaro.
Torniamo così al comunicato del PD di Abbiategrasso. Ci chiediamo poi se qualcuno di quelli che ha steso queste righe, abbia mai frequentato, magari anche solo per caso, una curva dei nostri stadi.
Perché far passare anche qui l’assioma: curve, uguale rifugio di destrorsi e violenti, non convince proprio. Che dire allora degli ultras del Livorno? O di qualche altra curva ancora che inneggiò anni addietro ai soldati italiani caduti a Nassirya? Insomma, siamo davanti all’ennesima strumentalizzazione politica. Una grande confusione, che durerà ancora per qualche settimana, poi il nulla. Il frastuono, i giudizi carichi di livore che arrivano dai salotti cosiddetti buoni poco alla volta scemeranno e cederanno il passo al silenzio. E tutto resterà come prima. Fino alla prossima tragedia. Fino al prossimo morto.
Fabrizio Valenti






