Sale l’allerta nelle campagne
lombarde strette tra caldo, afa e riserve idriche inferiori del
26% rispetto alla media, con punte fino al -68% se si
considerano le sole riserve nevose, e il livello idrometrico del
fiume Po sceso dai -3,4 metri al Ponte della Becca a Pavia fino
ai -8 metri a Cremona.
Al momento la situazione più difficile – spiega la Coldiretti
Lombardia – si registra nel Cremonese, dove gli impianti che
pescano acqua direttamente dal Po per l’irrigazione stanno già
avendo difficoltà. A rischio ci sono soprattutto pomodoro e
mais. Nella Bergamasca le colture iniziano ad essere in
sofferenza nonostante le irrigazioni a pieno regime. Osservati
speciali i livelli dei fiumi Brembo e Serio. Nel Pavese, dove i
consorzi hanno iniziato a ridurre le portate d’acqua nei canali
di irrigazione, le preoccupazioni degli agricoltori si
concentrano in particolare su riso e mais.
In sofferenza anche gli animali, con le fattorie che hanno
attivato ventilatori, doccette e sistemi di raffrescamento.
“Stiamo assistendo a una tendenza alla tropicalizzazione del
clima per far fronte alla quale diventa sempre più strategico
passare dalla logica dell’emergenza a quella della
programmazione – commenta Coldiretti -, organizzandosi con
interventi strutturali per raccogliere l’acqua nei periodi più
piovosi e renderla disponibile nei periodi di necessità”.












