HomeCultura e Tempo Libero'Concerti troppi cari? No, media biglietti 46 euro'

‘Concerti troppi cari? No, media biglietti 46 euro’

Dalle star internazionali ai Big della
musica italiana, passando per i grandi eventi negli ippodromi e i
festival, la stagione estiva dei concerti riporta alla ribalta la
stessa domanda: assistere a un concerto sta diventando un lusso?
Secondo Bruno Sconocchia, presidente di Assoconcerti, il dibattito
rischia di concentrarsi sui casi più estremi. I prezzi dei concerti
continuano ad alimentare il confronto tra fan e addetti ai lavori.

Tra
pacchetti vip da centinaia di euro, trasferte sempre più onerose e il
timore che anche in Italia possa arrivare il dynamic pricing, il tema
è tornato al centro delle polemiche dell’estate musicale. Sconocchia,
interpellato dall’AdnKronos per tracciare una fotografia della
stagione estiva della musica dal vivo, respinge però la narrazione di
un settore fuori controllo: ”Molto spesso si confonde il prezzo del
biglietto con quello dei servizi accessori. Il costo medio per
assistere a un concerto resta intorno ai 45-46 euro”.

Secondo il presidente di Assoconcerti, la situazione viene spesso
semplificata eccessivamente, mentre è più complessa di quanto sembri.
”Che il prezzo dei biglietti sia aumentato è incontestabile – osserva
-. Rimane però il fatto che il prezzo medio del biglietto si aggira
intorno ai 45-46 euro. Faccio un esempio: se prendo sei spettacoli,
cinque dei quali costano 30 euro e uno 150 euro, la media sarà intorno
ai 50 euro. Se mi dici che i biglietti sono cari perché ce n’è uno da
150 euro, io ris
pondo che cinque su sei costano 30 euro. Questo è un
dato di fatto”. Sconocchia affronta poi il tema delle aree pit e dei
biglietti che superano abbondantemente i 100 euro, precisando che il
suo ragionamento riguarda il prezzo medio. ”Questo vale per qualsiasi
settore. Se si prende in considerazione il biglietto più costoso, che
spesso comprende una serie di servizi aggiuntivi, il ragionamento
cambia. Oggi esiste un ventaglio di offerte molto ampio, seguendo un
modello ormai diffuso a livello internazionale. In alcuni casi il
biglietto include un aperitivo, in altri una vera e propria cena. Ma
quello non è il prezzo del biglietto”.

E incalza: “Mi stupisce quando si mettono sullo stesso piano un
biglietto da 40 euro, uno da 100 e uno da 500. È vero che esistono, ma
nel caso del biglietto da 500 euro non si sta pagando soltanto
l’accesso al concerto. Si stanno pagando servizi aggiuntivi: una cena,
un omaggio, una foto con l’artista. Poi è una scelta personale. Se una
persona ritiene che quella cifra sia adeguata o meno, è libera di
decidere. Ma il biglietto non costa 500 euro: il biglietto costa 50
euro, mentre il resto è rappresentato da altri servizi”. Alle
critiche di chi ritiene comunque i prezzi inadeguati, Sconocchia
risponde richiamando ancora una volta i dati: ”Io guardo ai numeri.
Il prezzo medio si aggira sui 45-46 euro e questo è il prezzo medio
del biglietto, non dei servizi accessori. Poi esistono biglietti da 30
euro e altri da 100 euro e la media si costruisce così. Se ci sono
30mila biglietti da 30 euro e 2mila biglietti da 100 euro, il
risultato finale è quello”.

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