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Colloqui Usa-Iran, contraddizioni tra Vance e Ghalibaf sui fondi iraniani

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ROMA (ITALPRESS) – Nonostante l’ottimismo che aveva caratterizzato i colloqui tra Stati Uniti e Iran svoltisi nel resort svizzero di Burgenstock nella notte tra domenica e lunedì, nelle ultime ore sono emerse evidenti contraddizioni tra le versioni fornite dalle due parti. Lo riporta la Tv al Arabiya.

Il vicepresidente statunitense JD Vance, che ha guidato la delegazione americana, ha dichiarato ieri sera alla stampa che Washington ha accettato di sbloccare parte dei fondi iraniani congelati, subordinandolo però a progressi concreti nei negoziati. Vance ha aggiunto che tale mossa beneficerà gli agricoltori americani, poiché – ha sostenuto – Teheran utilizzerà quei soldi per acquistare prodotti statunitensi. Posizione ribadita anche dal presidente Donald Trump.

Versione nettamente smentita dal capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Qalibaf e dal governatore della Banca Centrale iraniana, Abdolnaser Hemmati. Entrambi hanno sottolineato che l’Iran non è obbligato ad acquistare prodotti agricoli americani in base al memorandum d’intesa. Hemmati ha precisato che la prima tranche di 6 miliardi di dollari sarà utilizzata esclusivamente secondo i termini dell’accordo per lo scambio di prigionieri del 2023, che limita la spesa a beni umanitari, alimentari e medicinali.

“L’Iran acquisterà prodotti agricoli statunitensi solo se offriranno prezzi e qualità superiori rispetto alle alternative”, ha aggiunto Hemmati, ricordando che negli ultimi anni il Paese si è rifornito principalmente da grandi aziende americane ed europee. Per quanto riguarda gli altri asset congelati, inclusa una seconda tranche di 6 miliardi, Teheran ha fatto sapere che potranno essere impiegati anche per acquisti non soggetti a sanzioni.

Vance ha definito “false e inventate” le voci secondo cui la delegazione iraniana avrebbe abbandonato i colloqui, durati circa 18 ore. Di parere opposto Qalibaf, che ha affermato che il team iraniano si è effettivamente ritirato nella fase finale dei negoziati a causa delle minacce e delle dichiarazioni “bellicose” di Trump. Secondo Qalibaf, Teheran ha informato i mediatori qatarini e pakistani che il primo punto del memorandum prevede il divieto di scambi di minacce tra le due parti.

Sul fronte nucleare, Vance ha sostenuto che l’Iran ha accettato l’ingresso di ispettori internazionali, definendo i colloqui come base “solida” per un futuro accordo definitivo. Dichiarazione respinta dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, secondo cui durante i colloqui in Svizzera non sono state discusse questioni nucleari né avanzati nuovi impegni da parte di Teheran. Baghaei ha ribadito che l’attuazione degli obblighi iraniani resta legata al rispetto da parte americana degli impegni su cessazione delle ostilità, esportazioni di petrolio e sblocco degli asset finanziari.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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