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CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il grande atteso del cinema spagnolo sulla Croisette è ovviamente lui, Pedro Almodovar, che nei prossimi giorni porterà a Cannes 79 il suo nuovo film “Amarga Navidad”. Ma non minori erano le aspettative legate alla presenza in Concorso di Rodrigo Sorogoyen, autore sempre più affermato del cinema iberico, con il suo nuovo lavoro “El ser querido”.
La singolarità è che si tratta in entrambi i casi di film in cui gli autori raccontano storie di registi alle prese con il lavoro e con i sentimenti, riproducendo lo schema narrativo del cinema nel cinema che tante opere magnifiche ha dedicato a questa arte.
In attesa di scoprire dove ci porta la crisi creativa del protagonista del film di Almodovar, ci siamo ritrovati sul set di Esteban Martinez, il regista protagonista di “El ser querido”, magnificamente interpretato da Javier Bardem: tutt’altro che in crisi, il regista cavalca la fama di due oscar vinti tanto quanto affronta la nomea procuratasi negli anni degli eccessi caratteriali che hanno segnato i set dei suoi film più famosi.
Ora che sta girando sulla costa spagnola un film ambientato nel Sahara e dedicato al passato coloniale iberico, Esteban ha deciso di offrire il ruolo da protagonista a Emilia, la figlia avuta dal suo primo matrimonio finito male, con la quale non ha rapporti ormai da tredici anni. Attrice sconosciuta, Emilia viene infatti scelta dal padre come protagonista del suo film, ruolo che la ragazza finisce per accettare anche per andare incontro all’evidente desiderio dell’uomo di riconnettersi con lei.
Ovviamente il set del film è destinato a diventare la scena di un confronto intimo tra padre e figlia, costruito sulle reciproche attese che riguardano sia la sfera professionale che quella sentimentale. Rodrigo Sorogoyen, che è un maestro nel creare situazioni di tensione endemica pronte a esplodere nella quotidianità dei gesti, qui aggiunge allo sviluppo del film il lavoro trasversale sulla finzione nella finzione, che amplifica le potenzialità drammatiche di una storia in cui il tempo trascorso e quello irrimediabilmente perso agiscono non solo sul piano delle relazioni personali, ma anche su quello di un lavoro basato sull’equilibrio tra verità e finzione.
Costruito magistralmente da Javier Bardem come un personaggio intimamente sconfitto da scelte ormai irrimediabili, questo regista di successo che cerca di ritrovare sua figlia attraverso il lavoro è una figura carica di dolore e autenticità. Da parte sua Emilia, che è interpretata da Victoria Luengo, è una giovane donna che cerca di trovare l’equilibrio tra le emozioni di figlia ferita dall’assenza del padre e le tensioni dell’attrice che deve confrontarsi sul set con un regista esigente che nutre nei suoi confronti innegabili attese ma anche senso protettivo.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).













