“Milano deve interrogarsi sul proprio modello di sviluppo. La città è cresciuta molto, è diventata più attrattiva, internazionale, più interessante per investitori, imprese e professionisti. Con la crescita però, sono aumentate anche alcune fragilità. Sempre più famiglie, giovani professionisti e appartenenti al ceto medio fanno fatica a vivere in città.
Il costo della casa è diventato un tema centrale e molte persone sono state progressivamente spinte verso l’hinterland. La questione non è essere favorevoli o contrari allo sviluppo. Ma capire quale sviluppo vogliamo. Milano merita regole certe, trasparenza amministrativa e soprattutto una visione di lungo periodo capace di coniugare crescita economica e coesione sociale”.
Così, in vista delle primarie che il movimento guidato da Matteo Salvini ha indetto nel prossimo weekend nel capoluogo lombardo, Giulio Centemero, deputato, capogruppo della Lega in commissione Finanze della Camera, in una intervista al quotidiano l’Identità, spiega la sua posizione per le prossime amministrative nel capoluogo lombardo anche attraverso alcuni passaggi del suo libro “Anche i ricchi piangono. La crisi del modello Milano e delle global city”.
“Il libro nasce dall’osservazione di un fenomeno che riguarda le grandi città globali – sottolinea il parlamentare. Per anni abbiamo misurato il successo di una città attraverso il numero di investimenti, il valore degli immobili, la capacità di attrarre capitale internazionale. Indicatori importanti ma nel frattempo si sono aperte nuove fratture sociali. Milano resta una delle città più dinamiche d’Europa, ma è anche una città nella quale molte persone che lavorano, producono reddito e contribuiscono alla crescita iniziano a percepire un senso di esclusione.
Le primarie – conclude Centemero – sono uno degli appuntamenti politici più importanti per il futuro della città, una grande occasione di partecipazione civica, per riavvicinare le persone alla politica contribuendo direttamente alla costruzione di una proposta. Milano è una città complessa, prima ancora di scegliere chi la governerà, dobbiamo ascoltarla. Rivolgo un appello ai milanesi: partecipate, andate a votare, portate idee, proposte, esperienze. Le primarie possono rappresentare il primo passo di un percorso collettivo per costruire la Milano del prossimo decennio”.













