La notizia ci ha colti di sorpresa. Quasi come un colpo allo stomaco. Il messaggio postato qualche ora fa sui social parla chiaro: cedesi attività …. Insomma la storica Caffetteria dei Portici, un’attività di si tramanda in famiglia, portata avanti con passione e dedizione da Monica e Imerio Castiglioni è pronta a passare di mano.
Spiace enormemente apprendere queste notizie, perché – pur sperando che qualcuno rilevi l’attività e la conduca tenendo vivo lo stile e le tradizioni di quello che è molto più che un bar – in questo modo, di fatto, si spegne un altro angolo della “Città che fu”.
Caffetteria dei Portici, il cuore di Magenta, gli antichi portici appunto…. ma se andassimo avanti di questo passo ci scapperebbe una lacrima perché ci porterebbe a tratteggiare un tessuto commerciale ormai pressoché sparito, cambiato. Stravolto.
La panetteria appena a fianco, il Paolo Arnaboldi con la sua gastronomia e alimentari…E’ un mondo che non c’è più. Spazzato via dalle attività acquisite da chi oggi ha il soldo. Per lo più cinesi, foresti insomma.
Peraltro di qualche settimana fa è la notizia che anche il buon Cristian Messa titolare del Bar Vulcano abbia deciso di passare la mano e il suo locale dovrebbe esser rilevato da un gruppo di imprenditori pakistani, proprio dirimpetto al comune…. beh lasciatecelo dire è un altro pugno nello stomaco di quelli forti forti. Il segno dei tempi.
La piazza del comune, quella che nell’idea assolutamente lodevole del Sindaco Luca Del Gobbo, avrebbe dovuto essere un angolo storico di Magenta – da cui partire per la passeggiata tra parchi e monumenti d’epoca che ci riportano ai luoghi della Battaglia – che oggi vede per lo più “maranza ciabattoni” sfaccendati occupare le panchine – bene pubblico costato e non poco – tra una telefonata e chissà magari una ‘consegna’ …
Non è questione di razzismo o altro. Ma è una questione di difesa della propria identità, della propria storia e delle proprie radici. Che evidentemente vengono spazzate via. C’è rimasto poco nulla. Siamo davanti ad una svolta generazionale che lascerà sul campo sempre più vittime (almeno in senso commerciale). E noi siamo impegnati in una “battaglia di resistenza” che non sappiamo per quanto tempo potrà andare avanti.
Ma torniamo alle cose belle. Che sono i tanti e indelebili ricordi legati alla Caffetteria dell’Imerio e della Monica. I caffè al mattino, la cioccolata del pomeriggio, in un locale che sapeva ancora esprimere quel calore, quella voglia di relazione e vicinanza tra le persone che oggi pare esser stato messo in archivio da un mondo che ha preso un’altra direzione.
C’è chi dice che bisogna andare avanti, evolversi (o involversi?) ma a noi piaceva tremendamente quel sapore d’antico – di tradizione appunto – che si respirava entrando della Caffetteria. Perché le attività commerciali dovrebbero essere molto più che un luogo dove vendere qualcosa o fornire un servizio… Hanno una funzione sociale importantissima. Un piccolo – ma fondamentale – dettaglio che in tanti, troppi, ci stiamo dimenticando.













