HomeCulturaCommissario Rex, un mito anni degli anni Novanta

Commissario Rex, un mito anni degli anni Novanta

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Caro Direttore,

ricordo ancora quella sera. Giornata del Telegatto, Piazza Piemonte fuori dal Teatro Nazionale a Milano. Il TG5 faceva le interviste al pubblico e a me chiesero: per chi sei qui?

Io, ragazzo di 150 chili, con una battuta ironica e comica risposi: “Per il Commissario Rex. Ma non per il mio omonimo, per il cane.”

Quell’anno Rex vinse il Telegatto. Era il 1998 e sul palco con il pastore tedesco c’era lui, Tobias Moretti. Un mezzo parente, almeno di cognome. Per me fu una grande emozione. Ero un moderno cacciatore di telecamere, era un gran bel hobby.

Ma il Commissario Rex era veramente bello.

Non era americano o tedesco. Era austriaco. E si sentiva. Aveva un po’ di aria della Principessa Sissi e dell’Impero. Vienna come sfondo e i panini con i würstel come contorno.

La serie originale si chiama Kommissar Rex, prodotta da ORF e Sat.1 a partire dal 1994. In Italia arriva su Rai 2 nel settembre del 1997 e conquista tutti. Nel 1998 vince il Telegatto come miglior telefilm straniero.

Episodi simpatici e avvincenti, un telefilm del secondo canale che aveva conquistato tutti: grandi, piccoli, giovani e donne.

La star incontrastata era il cane. Un vero eroe.

Molte volte si dice per offendere: recita come un cane, ha l’espressività di un cane. Ma lui era un cane attore. Il primo Rex, Reginald von Ravenhorst, era straordinario. La sua espressione durante la morte del suo padrone, il commissario Richard Moser, è da cineteca oltre che da pugno al cuore. Tobias Moretti lasciò la serie proprio al momento di massimo successo, nel 1998, per non rimanere imprigionato nel personaggio.

Erano gli anni ’90, verso la fine. Quel 1998 ha prodotto molte perle in musica e cinema. La TV sfornava ancora prodotti per tutta la famiglia. Era il momento della cena e Rex era il collegamento perfetto tra il primo e il secondo.

Alla mattina, prima delle lezioni universitarie, si parlava dell’episodio della sera prima.

Poi gli anni ’90 finiscono e escono le VHS. Le ho tutte. Ero un cliente incredibile delle edicole, collezione DeAgostini.

Poi passano le stagioni e Rex cambia padroni e colleghi, da Moser ad Alex Brandtner (Gedeon Burkhard), fino a venire in Italia, a Roma, dal 2008.

Oggi è riproposto con una versione austriaca nuova, lentissima. Storie che si intrecciano senza meta. Un commissario che non fa fare nulla al cane, che sembra buono solo per dare le uscite per i bisogni.

Certo, un prodotto non può vivere per sempre.

Ma il Commissario Rex che ricordo io, quello degli ascolti record, è anni ’90.

Dove tra un vizio privato e un Non è la Rai, stavi ancora con mamma e papà a vedere il cane poliziotto risolvere i casi. Mia mamma diceva in dialetto: “Non ha mica fatto troppo”.

Era la semplicità e la spensieratezza leggera degli anni ’90. Dove bastava un pastore tedesco per sentirci tutti uniti e un po’ viennesi. Con quella sana convinzione di poter tornare ancora a casa, in famiglia.

Grande Commissario Rex, hanno voluto farti uscire dal tuo decennio ma sarai sempre un mito anni ’90. Oggi forse troppi attori cani ti fanno concorrenza, ma nessuno come te”.

Massimo Moletti

Nella foto in alto la locandina della nuova serie, e sotto quella indimenticabile con cui arrivò il successo

Altri articoli della sezione

Guerriglia in piazza del Duomo: 10 domande scomode

Ieri a Milano, manifestazione "Italia in Piazza" in Piazza Duomo, oltre 5 mila persone contro il carovita. Finita con incendi di rifiuti, vetrine sfondate,...

Pizzaiolo a “Che tempo che fa”, una serata speciale per il nostro Duca di Saronno

Cari ragazzi, cari giovani, ieri ho vissuto un sogno. Sono stato attore a Che Tempo Che Fa - Il Tavolo, nella puntata di martedì...

Ciao Wilma, l’ultima zia d’Italia se n’è andata a cucinare in cielo

Se ne è andata l'11 ottobre 2026, a Milano, nella sua casa di sempre. Aveva 96 anni, Wilma De Angelis. Ne aveva fatti il...

I magnifici quattro e la TV che ci ha insegnato l’italiano

Noi del '75 sappiamo chi sono. Erano gli anni in cui in TV ci andavi solo se sapevi davvero qualcosa, se sapevi fare qualcosa...

Articoli Correlati

Magenta, si alza il sipario sulla nuova stagione del Lirico

Se la presentazione della Stagione Teatrale e Musicale 2026-2027, sabato mattina nel foyer del Lirico, fosse uno spettacolo, loro ne sarebbero gli attori...

AVO Magenta festeggia 25 anni di solidarietà e presenza al fianco delle persone con fragilità

AVO Magenta (Associazione Volontari Ospedalieri) ha festeggiato il traguardo dei 25 anni dalla fondazione insieme ai propri Volontari. Durante l'evento celebrativo sono state premiate...

Magenta, il contributo ‘di tutti i colori’ alla Biennale del Colore 2026 all’Einaudi-Leonardo da Vinci

Dal 15 al 20 ottobre, presso l’Istituto di Istruzione Superiore ‘Luigi Einaudi- Leonardo da Vinci’, dalle ore 12:30 alle 14:30, è possibile visitare la...

Università del Piemonte Orientale, primo posto in Italia tra i piccoli atenei

L’UPO conquista la vetta della classifica della Fondazione Italia Education con un punteggio complessivo di 73 nell’Indice Qualitativo di Attrattività. Eccellenza nella formazione, forte...
spot_img