Un rientro a casa dopo una giornata trascorsa sul litorale ligure che si trasforma, in un battito di ciglia, in minuti di apprensione e soccorso lungo il nastro d’asfalto dell’autostrada A26.
Mentre viaggiavamo in direzione Magenta, all’altezza della provincia di Alessandria, la nostra attenzione è stata improvvisamente catturata da una scena drammatica: un’automobile ribaltata su un fianco a bordo strada. Senza esitare, abbiamo accostato poco più avanti per verificare le condizioni degli occupanti e prestare un primo aiuto.
L’automobilista, uscito dal veicolo rovesciato, fortunatamente non mostrava ferite evidenti ed era visibilmente sotto shock ma incolume. Insieme a noi si sono fermate altre persone pronte a dare una mano, tra cui una dottoressa di nazionalità francese. Ma è proprio mentre si cercava di mettere in sicurezza l’area e sincerarsi delle condizioni dell’uomo che si è verificato il secondo, terribile impatto.
Lungo la carreggiata giacevano i detriti dell’auto ribaltata. Un motociclista che sopraggiungeva non si è accorto, finendo rovinosamente a terra, in un incidente che ha coinvolto anche un’altra vettura arrivata subito dietro. La dinamica si è svolta in un istante davanti ai nostri occhi e vogliamo evitare di descriverla nei dettagli: momenti concitati, la polvere, il rumore sordo dell’impatto e la consapevolezza immediata della gravità della situazione.
Ci siamo precipitati a soccorrere il giovane centauro, un ragazzo di 23 anni residente a Novara. Sotto la guida ferma, professionale e determinata della dottoressa francese, gli sono state prestate le primissime cure a bordo strada in attesa dell’arrivo dei soccorsi sanitari avanzati. Il giovane ha riportato un gravissimo trauma facciale; tuttavia, è rimasto sempre cosciente, rispondendo alle domande dei presenti mentre i parametri vitali si mantenevano fortunatamente nella norma.
Sul posto sono giunti immediatamente l’equipe medica dell’elisoccorso e successivamente i Vigili del Fuoco, le ambulanze della Croce Rossa. L’equipe medica del 118 ha preso in carico il ragazzo, stabilizzandolo prima del trasferimento in ospedale.
Un pomeriggio che doveva concludersi con il tranquillo rientro da una giornata di mare si è trasformato in una testimonianza diretta di quanto sia sottile il confine tra la routine e l’emergenza, ma anche di come la prontezza e la solidarietà tra sconosciuti possano fare la differenza nei momenti più critici.













