HomeCronacaDelitto di Garlasco, i genitori di Chiara: «Vogliamo ricordarla nel silenzio»

Delitto di Garlasco, i genitori di Chiara: «Vogliamo ricordarla nel silenzio»

A diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la famiglia si prepara a vivere l’anniversario del 13 agosto in un clima particolarmente doloroso, segnato dalla riapertura dell’inchiesta e dal forte risalto mediatico degli ultimi mesi. Lo riferisce ANSA.

Dopo un anno caratterizzato da nuove indagini, polemiche e ricostruzioni investigative alternative rispetto alla sentenza definitiva che ha condannato Alberto Stasi, i genitori della giovane, Rita e Giuseppe Poggi, insieme al figlio Marco, hanno scelto ancora una volta la discrezione.

«Vogliamo stare raccolti tra di noi come abbiamo sempre fatto», ha dichiarato la madre di Chiara all’ANSA, spiegando che la famiglia desidera commemorare la figlia «in silenzio», senza ulteriori commenti.

Come ogni anno, il ricordo di Chiara sarà affidato a una celebrazione religiosa e alla visita al cimitero, dove verranno deposti dei fiori sulla sua tomba. Un momento privato che arriva dopo mesi particolarmente difficili per i familiari, costretti a confrontarsi con una nuova esposizione mediatica e con il riemergere di un dolore mai sopito.

Sul fronte giudiziario, intanto, la Procura di Pavia prosegue gli approfondimenti della nuova inchiesta, che ipotizza una ricostruzione diversa rispetto a quella sancita dalla sentenza passata in giudicato. Gli investigatori concentrano ora l’attenzione su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, mentre Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione.

L’indagine preliminare è stata prorogata fino al 28 settembre per consentire ulteriori consulenze tecniche. Tra gli accertamenti in corso figurano nuove verifiche sulla traccia dell’impronta di scarpa rinvenuta sulla scena del delitto, che gli inquirenti stanno confrontando con una scarpa Frau numero 42, e ulteriori analisi genetiche sul materiale biologico repertato sotto le unghie della vittima.

Secondo quanto emerso dall’incidente probatorio, il Dna sarebbe riconducibile alla linea paterna della famiglia Sempio. Tuttavia, le consulenze delle difese e della parte civile evidenziano come non sia possibile stabilire con certezza né il momento né le modalità con cui quella traccia sia stata depositata, lasciando aperti interrogativi su quello che rappresenta uno degli elementi più discussi della nuova inchiesta.

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