Le acque del Lago Maggiore e del Lago d’Orta non superano l’esame di Legambiente. I dati dell’edizione 2026 della Goletta dei Laghi, presentati al Forum Acque di Torino, delineano infatti un quadro preoccupante: sulla sponda piemontese del Lago Maggiore e sul Lago d’Orta la maggior parte dei punti monitorati presenta livelli di contaminazione superiori ai limiti di legge.
L’indagine ha interessato cinque laghi piemontesi – Lago Grande e Lago Piccolo di Avigliana, Lago Maggiore, Lago di Viverone e Lago d’Orta – con 23 punti complessivamente campionati. Di questi, il 65% è risultato fuori dai limiti di legge. L’unico bacino a ottenere un esito completamente positivo è stato il Lago di Viverone.
Lago Maggiore: peggiora la situazione
Sul versante piemontese del Lago Maggiore sono stati analizzati dieci punti. Solo due sono risultati entro i limiti di legge: lo sfioratore del Rio San Luigi ad Arona e la foce del torrente Erno a Lesa.
Tre punti sono stati classificati come inquinati: la foce del torrente San Bernardino e quella del fiume Toce a Verbania, oltre alla foce del torrente Selvaspessa a Baveno.
Ancora più critica la situazione negli altri cinque siti, giudicati fortemente inquinati: lo sfioratore sul lungolago Marconi di Stresa, la foce del torrente Vevera ad Arona, la foce del fosso Arlasca a Dormelletto, la foce del torrente San Giovanni a Verbania e quella del torrente Tiasca a Meina.
Secondo Legambiente, rispetto al 2025 la qualità delle acque del Lago Maggiore risulta in peggioramento.
Lago d’Orta: tre punti fuori norma su cinque
Anche il Lago d’Orta registra risultati poco incoraggianti. Dei cinque punti monitorati, soltanto due sono risultati entro i limiti di legge: la foce del torrente Pellino a Pella e quella del torrente Fiumetta a Omegna.
Sono invece risultati inquinati lo sfioratore di Lungolago Beltrami e la foce del torrente Lagna a San Maurizio d’Opaglio, mentre la foce del torrente Pescone a Pettenasco è stata classificata come fortemente inquinata.
Come vengono effettuati i controlli
I campionamenti sono stati eseguiti il 29 e 30 giugno dai tecnici e dai volontari di Legambiente. Le analisi hanno preso in considerazione i parametri microbiologici, in particolare la presenza di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali.
L’associazione ricorda che i punti vengono scelti nelle aree considerate più a rischio, come foci di torrenti, canali e scarichi, e che i risultati rappresentano un monitoraggio ambientale, non una certificazione della balneabilità delle acque.
Per venerdì 17 luglio è inoltre prevista una traversata in barca a vela sul Lago Maggiore, organizzata insieme ad associazioni nautiche locali, per presentare sul territorio i risultati della campagna di monitoraggio











