La Corte d’Assise d’appello di
MILANO ha confermato le condanne all’ergastolo con otto mesi di
isolamento diurno per il 76enne Francesco Romeo e a 22 anni e 6
mesi di reclusione per il 63enne Davide Milazzo nel processo per
l’omicidio di Giuseppe Giuliano, imprenditore edile di 64 anni,
ucciso il 25 febbraio del 2019 a Basiglio, nel Milanese.
L’11 luglio del 2024 erano arrivati i due fermi nelle
indagini sul “cold case” condotte dai carabinieri del Nucleo
investigativo di MILANO e coordinate dalla pm Rosaria Stagnaro.
E il gip Cristian Mariani aveva firmato l’ordinanza di custodia
cautelare in carcere. Romeo, in particolare, avrebbe sparato tre
colpi di pistola, due dei quali avevano colpito il 64enne,
mentre Milazzo avrebbe accompagnato Romeo a bordo di un’auto
rubata.
Erano state proprio le dichiarazioni di Milazzo nelle
indagini a dare una svolta e a portare ai due fermi. Aveva
riferito che dopo anni aveva deciso di parlare perché aveva
paura di Romeo, il quale l’aveva già minacciato in passato per
“assicurarsi il suo silenzio” e aveva tentato pure di ucciderlo.
E aveva sostenuto che il contrasto tra Romeo e Giuliano sarebbe
nato per una questione che riguardava alcune pellicce rubate.
Solo a Milazzo la Corte di primo grado (giudici togati
Bertoja-Fioretta) ha riconosciuto le attenuanti generiche con
equivalenza sulle aggravanti. I due, inoltre, erano stati
condannati a risarcire i familiari della vittima, rappresentati
come parti civili dagli avvocati Enrico Giarda e Pia D’Andrea.
Disposte dai giudici provvisionali di risarcimento
immediatamente esecutive da 250mila euro a favore dei figli
dell’imprenditore e di 200mila euro per la moglie. Oggi la
conferma del verdetto di primo grado.












