Continuano le indagini sull’omicidio di
Roberto Pietro Guerrino, il 60enne interprete di vip e capi di Stato
trovato senza vita in un appartamento al quarto piano di una palazzina
al civico 11 di via Oxilia, a MILANO.
I carabinieri del nucleo investigativo di MILANO, coordinati dal pm
Carlo Scalas, stanno raccogliendo elementi, conducendo accertamenti
tecnici e verificando le telecamere presenti nella zona per cercare di
chiarire la dinamica e risalire ai motivi dell’accaduto. Si attende
ora l’autopsia, la cui data è ancora da fissare, per poter avere
ulteriori elementi che potrebbero essere utili ai fini dell’indagine.
A dare l’allarmemera stato l’ex
compagno della vittima: i due si sentivano quotidianamente ed è stata
proprio la mancata risposta alle telefonate a destare i sospetti
dell’uomo, che ha quindi avvisato una nipote del 60enne. La ragazza si
è subito recata a casa dello zio. Sul posto, nel frattempo, sono
intervenuti i vigili del fuoco che, insieme ai carabinieri interventi,
hanno utilizzato una copia delle chiavi che l’interprete aveva
lasciato ad una vicina e hanno fatto accesso all’appartamento.
Tra le ipotesi al vaglio degli
investigatori sull’omicidio di Roberto Pietro Guerrino,
l’interprete di conferenza di 60 anni trovato morto venerdì nel
suo appartamento di Milano, vi è quella di un incontro avvenuto
poco prima del delitto con una persona conosciuta attraverso
piattaforme di incontri online.
I carabinieri della compagnia Duomo e del Nucleo
investigativo del Comando provinciale stanno analizzando
contatti e appuntamenti fissati nei giorni precedenti alla morte
dI Guerrino. Tra le verifiche in corso vi è anche la possibilità
che il 60enne, che era riverso a terra semisvestito con
indumenti femminili e in una pozza di sangue, abbia ricevuto
qualcuno conosciuto tramite app come Grindr e Romeo, che in
passato avrebbe già utilizzato per incontrare altri uomini.












