HomePoliticaGallarate, inaugurata la rotonda Ramelli. Nel nome di Beppe Martignoni (VIDEO)

Gallarate, inaugurata la rotonda Ramelli. Nel nome di Beppe Martignoni (VIDEO)

Prima la proposta accolta in Commissione, poi l’ufficialità con una delibera di giunta. Ora la terza fase: il taglio del nastro. La rotonda del Media World di Gallarate porta definitivamente il nome di Sergio Ramelli. Questa mattina – 24 maggio – è stata infatti inaugurata l’infrastruttura di via Milano, realizzata di recente, con l’obiettivo di rendere omaggio allo studente milanese che perse la vita nel 1975 per mano dei militanti della sinistra extraparlamentare legati ad Avanguardia Operaia. I rappresentanti locali di Fratelli d’Italia hanno dedicato questa intitolazione a Giuseppe De Bernardi Martignoni, scomparso due anni fa.

Nastro tagliato

Presente il sindaco Andrea Cassani. E con lui don Paolo di Madonna in Campagna per la benedizione, la banda cittadina e gli esponenti e colleghi del centrodestra che rappresentano Fratelli d’Italia, il partito che aveva lanciato la proposta di intitolare la rotonda a Ramelli. Ha preso parte all’evento l’assessore regionale e vicepresidente provinciale di FdI, la gallaratese Francesca Caruso. Ma anche il presidente del consiglio comunale Marco Colombo e il gruppo consigliare con Luca Sorrentino, Alessio Imbriglio e l’assessore Germano dall’Igna. A Gallarate sono arrivati anche l’europarlamentare Carlo Fidanza. e il sottosegretario Paola Frassinetti. Guarda il video:

I motivi dell’intitolazione

L’idea di intitolare la rotatoria di via Milano a Ramelli risale allo scorso febbraio, per voce di Imbriglio. La proposta è stata poi ridiscussa anche in una seconda seduta. E alla fine si è concretizzata in giunta. L’intento era – ed è – ricordare l’omicidio dello studente 18enne, «un crimine commesso a Milano nel 1975, durante gli anni di piombo», recitava la proposta di FdI. «La vittima era un militante del Fronte della Gioventù, aggredito il 13 marzo da alcuni militanti della sinistra extraparlamentare legati ad Avanguardia Operaia». Ramelli, a seguito dei colpi, «perse i sensi e fu lasciato esangue al suolo. E a causa dei traumi riportati, morì il 29 aprile, oltre un mese e mezzo dopo l’aggressione». E ancora: «Ramelli non aveva precedenti penali, non aveva partecipato ad aggressioni, risse o minacce. Non aveva attaccato manifesti, né distribuito volantini a scuola. L’unica sua colpa fu quella di aver espresso, un anno prima durante un tema scolastico, posizioni di condanna verso le Brigate Rosse, aggiungendovi una nota di biasimo verso il mondo politico». In conclusione: «La persecuzione ebbe inizio solo a causa di un tema sottratto al professore e affisso in una bacheca scolastica, che portò ad accuse di fascismo e aumentò l’odio e la persecuzione che terminerà col suo omicidio».

IL VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=Axm6UCjJJVE

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