L’artista del firmamento italiano che meglio rivaluta la vita nella sua pienezza e semplicità, sarà alla Rotonda del Festival, il 4 agosto.
Ottimismo e spensieratezza come doni: l’autore calza a pennello con quella citazione spesso abusata che la leggerezza non è superficialità; e con il suo entusiasmo e la sua energia benefica, apparirà a Locarno sicuramente anche per ‘curare’ tante anime.
Immensa gratitudine verso un artista che in modo sapiente e originale nelle musiche e nelle rime, ha scelto di non ‘giustificare’ la propria arte con i drammi di oggi o con le vie tortuose della mente, perché ascoltarlo può far star bene.
Personalmente, mi accorgo di quanto un brano sia bello quando ha la potenza di commuovermi, anche se cantato in modo allegro. Altri autori avevano preso questa via, ma Cerrato ha il pregio della genuinità e spontaneità.
In questi giorni è già stato in Ticino, per suonare all’annuale edizione del Sun Valley Festival di Malvaglia e sarà anche tra gli ospiti de La Rotonda by La Mobiliare di Locarno, il musicista e cantautore Andrea Cerrato, attualmente in tour, che prevede una data portentosa all’Alcatraz di Milano.
Diventato famoso per aver avuto una lunga carriera, nella quale ha aperto i live di band del calibro dei Deep Purple tra quelle più importanti a livello internazionale, ed i Negrita, per citarne una, a livello italiano; ha poi deciso di “mettersi in proprio”, mettendo a frutto le sue grandi qualità e non ‘solo’ come chitarrista, ma anche di comunicatore.
Carattere naturalmente amichevole che ispira spensieratezza, l’artista entra nel cuore con facilità, conquistando un pubblico che va dai giovanissimi ai più maturi che lo seguono passo passo con infinito affetto. Sarà probabilmente questa innata verve, che gli ha permesso di creare anche una community molto particolare, seguita da oltre un milione di affezionati followers.
Caratterizzato da una voce delicata e giovanile dalle sfumature inconfondibili, e da un attacco di chitarra a sottolineare i passaggi salienti, il brano ricco di romanticismo “Grande con Te” uscito circa un mese fa, è capace di entrare subito nella mente, grazie ad un ritornello dolce, ritmato ma sempre orecchiabile e di semplice memorizzazione.
Quel tipo di brano che forse non sentivamo più, che celebra l’abbandono all’amore con la sua tenerezza e fiducia totale.
Tutto diventa amore anche intorno, in un ‘safari’ vero o immaginario, attraverso il quale la coppia assapora i momenti più belli dello stare assieme durante tutta la vita, senza mai smettere di crescere.
I passaggi musicali non risultano mai banali all’ascolto.
L’amore del quale canta tra l’altro è assolutamente reale, e a marzo è stato coronato da matrimonio, documentato sui suoi canali social solo in modo essenziale.
“VERO” è il titolo del suo ultimo album in ordine di tempo, pubblicato dall’etichetta ZooDischi e conta una decina di inediti.
Uno di questi, “Noi No”, ha la capacità di conquistare i fan per la normalità messa in musica, perché non solo l’eccezionale e l’apparenza possono essere qualcosa da ricordare, ma contano di più i momenti del quotidiano e la felicità delle piccole cose, come la gita fuori porta da godersi abbracciati.
La chiave del successo dell’artista risiede molto probabilmente nel risuonare all’unisono con questa generazione, che vuole riappropriarsi di uno stile di vita meno perfetto e privo di maschere, tenendo conto che le possibilità eccelse non sono alla portata di tutti. C’è quindi un tocco di genio, che ben si allinea con questa nuova ‘era’ appena iniziata, che si basa proprio su ‘un ritorno a casa’ e a sé stessi.
Incalzante, il testo ha un semi parlato serrato.
In questo modo, Cerrato miscela più generi molto attuali fondendoli con una dote quasi da ‘intrattenitore’, ed una perfetta tenuta di palcoscenico.
I temi messi in musica dall’autore però non riguardano solo l’amore baciato dalla fortuna: esiste anche quello giunto al termine, che ci fa riscoprire la nostra umanità nel momento di massima fragilità, veliero del messaggio che tutto passa.
In “Umani al Top”, uscito nel 2025 e dalle spiccate note folk, contagia quasi in modo corale, come perso in un’opera di convincimento mirata, ed il ‘bersaglio’ è chi sta soffrendo. Il premio è la profondità che si conquista come persone.
“Gesso”, di quasi 3 anni fa, si distingue per un accompagnamento più lento al pianoforte e per le combinazioni linguistiche inedite, nel decantare la memoria con una poetica inesauribile.
“Casa su Maps” sgorga letteralmente dall’anima, trascinando l’ascoltatore in un volo dall’alto, nel quale visualizzare il realizzarsi di un nuovo amore che diventa a tutti gli effetti casa ed una nuova identità.
Mi fermo qui e prevedo il pienone per un live davvero unico, che incanterà Locarno e l’estate musicale ticinese.
Arrivederci a Locarno!
Servizio a cura di Monica Mazzei
Freelance culturale per
TicinoNotizie.it















