Gruppo Iseni Editori

Parco del Ticino, dopo il ciclone Poppea e Vaia nasce Life Forest4Future: sette anni per ricostruire i boschi

Il progetto è stato presentato questa mattina alla Fagiana di Pontevecchio di Magenta.

+ Segui Ticino Notizie

Ricevi le notizie prima di tutti e rimani aggiornato su quello che offre il territorio in cui vivi.

Un nuovo piano di rinascita ambientale prende forma tra Lombardia e Piemonte, con l’obiettivo di ridisegnare il futuro delle foreste colpite dagli eventi climatici estremi degli ultimi anni. Il progetto si chiama Life Forest4Future ed è stato illustrato alla riserva naturale La Fagiana, nel Parco del Ticino, a Pontevecchio di Magenta. L’iniziativa nasce dalla necessità di intervenire concretamente dopo i gravi danni causati dal maltempo che ha investito il Nord Italia, dalla tempesta Vaia del 2018 fino al ciclone Poppea dell’estate 2023. Quest’ultimo ha lasciato segni profondi nel territorio, abbattendo migliaia di alberi e compromettendo vaste aree boschive storiche tra Vigevano, Cassolnovo, Ozzero e Abbiategrasso. Le raffiche di vento, vicine ai 120 chilometri orari, hanno trasformato interi querceti in distese di tronchi spezzati.

Per affrontare questa emergenza ambientale è stato messo in campo un investimento superiore agli 11 milioni di euro, sostenuto in larga parte dai fondi europei Life. A coordinare il progetto sarà il Parco del Ticino, insieme a una rete di enti pubblici, università, fondazioni e soggetti privati che collaboreranno alla gestione dell’intervento. Il programma, che partirà ufficialmente a settembre e avrà una durata di sette anni, prevede il recupero di circa 485 ettari di habitat forestali protetti distribuiti in otto aree appartenenti alla rete Natura 2000. L’obiettivo non sarà soltanto ricostruire le zone distrutte, ma sviluppare nuovi modelli di gestione boschiva capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici e rafforzare la presenza delle specie autoctone.

Il consigliere delegato ai boschi Maurizio Rivolta ha spiegato che il progetto punta a trasformare il degrado in un’occasione di rigenerazione ambientale, attraverso attività di ricerca scientifica, formazione e coinvolgimento dei cittadini. Anche il presidente del Parco del Ticino, Ismaele Rognoni, ha sottolineato il carattere innovativo dell’iniziativa, definendola un’esperienza pilota a livello nazionale. Secondo Rognoni, eventi meteorologici violenti come il ciclone Poppea non possono più essere considerati episodi eccezionali, ma rappresentano ormai una sfida con cui i territori dovranno confrontarsi sempre più spesso.

Il progetto agirà su quattro fronti principali: il contenimento delle specie invasive, la risposta agli effetti del clima, il recupero delle funzioni ecologiche del bosco e la costruzione di una strategia condivisa per la tutela forestale. Lo studio scientifico degli ecosistemi coinvolti servirà inoltre a sviluppare modelli replicabili anche in altre aree europee, trasformando una devastazione ambientale in un laboratorio di innovazione e tutela del territorio.

■ Prima Pagina

Ultim'ora

Altre Storie

Pubblicità

Ultim'ora nazionali

Altre Storie

Pubblicità

contenuti dei partner